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Victor&Frankenstein

Oderstrasse
Regia: Marco Ciccullo, Cornelia Miceli
Drammaturgia: Marco Ciccullo
Attori: Marco Ciccullo, Enrico Ravano, Edoardo Rivoira
Anno: 2020
Leggendo Frankenstein, or the modern Prometheus, c’è un elemento che ha immediatamente attirato la nostra attenzione: Victor Frankenstein è un ragazzo. Il cinema hollywoodiano, nel corso degli anni ci ha abituato a versioni stereotipate e appiattite della figura del protagonista, trasformandolo il più delle volte in un “adulto” scienziato pazzoide, avido di potere. Victor è in realtà poco più che un adolescente; ha da poco iniziato gli studi universitari quando gli viene l’idea di dar vita alla creatura. È un giovane che come tanti è affamato di curiosità e bramoso di conquistarsi un posto nel mondo, di fare qualcosa per cui essere ricordato e riconosciuto.
Questo affannarsi dietro alla “conoscenza”, questa mania di bandire le malattie del corpo umano, di vincere la morte e quindi di controllare la vita, ci ha aperto anche uno spiraglio di riflessione sul complicato periodo storico che stiamo vivendo. Cosa significa ridare la vita ad un corpo morto? Quali sono le conseguenze dello stravolgimento di questa inevitabile legge naturale? O meglio, come ci poniamo come essere umani di fronte a questo limite che non possiamo valicare? In un periodo come questo, dove la distanza fisica è un tema quanto mai attuale, ci piacerebbe porre l’attenzione sul significato e sulla necessità del contatto tra i Corpi.

Sul palco ci sono tre creature, esperimenti giovanili di Victor Frankenstein. Sono sopravvissute al loro creatore. Vivono sole, ai confini del mondo, esiliate dall’essere umano a causa della loro deformità. Da secoli, non fanno altro che riflettere sulla loro condizione esistenziale: L’immortalità. Come descrivere la solitudine che sentono? Che senso ha questa eterna esistenza che stanno vivendo? Molti sono i pensieri che li attraversano, ma sembrano non arrivare mai a un punto. Ci vorrebbe qualcun altro con cui condividere il peso di questi ricordi. Ma chi? il pubblico? Potrebbe essere questo un modo per ricucire il rapporto con l’essere umano? Forse, condividendo la loro storia, potrebbero finalmente liberarsi dal fardello che li tormenta. Da questo tentativo di riconciliazione ha origine la vicenda dello spettacolo.

Il testo è formato da frammenti: pezzi della vita di Victor Frankenstein vengono assemblati per ricostruire la sua vicenda e quella del mostro da lui creato. La scrittura cerca di creare una sorta di paesaggio della mente, dal quale emergono i ricordi del protagonista: alcuni sono frammentari, incompiuti, altri ancora sono distorti, si mescolano l’uno all’altro; compaiono per poi dissolversi, proprio come dei pensieri.



Altri crediti: Tutor progetto: Massimiliano Speziani;
movimenti di scena: Cornelia Miceli;
scene e costumi: Marco Ciccullo, Cornelia Miceli;
curatore del canto: Edoardo Rivoira;
musiche e disegno luci: Giovanni Tammaro.

Produzione: Oderstrasse, Centro culturale e sportivo Asteria

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    Compagnia Oderstrasse:
    Marco Ciccullo e Cornelia Miceli s’incontrano alla Scuola di teatro Proxima Res di Milano nel 2014 e, dopo essersi diplomati nel 2016, iniziano ad intraprendere un percorso individuale tra Italia e Germania. Marco Ciccullo dal 2016 inizia una collaborazione come attore/performer con la compagnia Anagoor e Cornelia Miceli si trasferisce a Berlino dove studia Physical theater e collabora con Oliver Pollak, Tony De Mayer e Anke Gerber. Contemporaneamente al percorso individuale, inizia dal 2018 una collaborazione artistica tra i due e Enrico Ravano attore diplomato sempre presso la Scuola Proxima Res. Le caratteristiche che accomunano i componenti di questo ensemble sono, da una parte, la necessità di unire il lavoro espressivo del corpo e il lavoro sulla parola, dall’altra, la passione per i classici del teatro, sui quali la compagnia intende muovere la propria ricerca artistica. Perché i classici? Perché, solo facendo i conti con il passato, puoi rapportarti col presente; perché tutta la drammaturgia contemporanea si basa su di essi; perché alcuni autori sono ancora molto attuali. Il tentativo del progetto è quello di avvicinare le persone, coetanei, ma non solo, alla drammaturgia classica; cosicché in essa possano trovare gli spunti di riflessione per illuminare il presente.

    Marco Ciccullo: Nel 2016 si diploma presso la scuola biennale di teatro Proxima Res di Milano. Nello stesso anno inizia la collaborazione con la compagnia Anagoor, prendendo parte agli spettacoli: "Socrate il sopravvissuto/Come le foglie" e "ORESTEA - Agamennone/Schiavi/Conversio"; entrambi per la regia di Simone Derai. Nel 2017 è finalista al Premio Hystrio alla vocazione. È stato diretto anche da Angelica Liddel, Emiliano Masala, Paola Bigatto, Lisa Capaccioli e Salvino Raco. Inoltre, studia con Massimiliano Speziani, Leonardo Lidi, Micaela Sapienza, Biagio Caravano e Tony De Maeyer.

    Cornelia Miceli: Nel 2016 si diploma presso la scuola di teatro Proxima Res di Milano. Nel 2017 è coinvolta nella realizzazione di "Stelle in Fuga", spettacolo a tema astronomico, con la regia di Emiliano Masala. Dopo la scuola studia sul corpo con Biagio Caravano, Ariella Vidach e Micaela Sapienza. Dal 2017 vive a Berlino dove studia physical theater con Anke Gerber, Tony De Mayer, Oliver Pollak, Maya Brosch, Alexander Acev. Dal 2018 fa parte della compagnia Oliver Pollak and Rawmantics con la quale in veste di performer ha partecipato allo spettacolo “Alle Seine Monde”.

    Enrico Ravano: Diplomato nel 2017 alla scuola Proxima Res di Milano. Precedentemente frequenta il Laboratorio permanente al teatro Ringhiera con Serena Sinigaglia. Studia con Leonardo Lidi, Lisa Natoli, Biagio Caravano, Massimiliano Speziani, Francesco Villano, Micaela Sapienza. Affianca come assistente alla regia Emiliano Masala su due produzioni teatrali. È stato diretto a teatro da Serena Sinigaglia, Renzo Martinelli, Omar Nedjari. Dal 2017 collabora con la compagnia ABC musica&teatro.