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HAMELIN

Factory Compagnia Transadriatica

Genere Teatroragazzi (5-100) Prosa Figura
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Premi: Eolo Awards Miglior spettacolo dedicato ai bambini 2023
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Regia: Tonio De Nitto

Drammaturgia: Tonio De Nitto

Attori: Fabio Tinella

Altri crediti: Hamelin uno spettacolo di Tonio De Nitto con Fabio Tinella Drammaturgia e regia Tonio De Nitto dramaturg Riccardo Spagnulo Musiche originali Paolo Coletta Voiceover Sara Bevilacqua Sound designer Graziano Giannuzzi Scena Iole Cilento Burattini Michela Marrazzi Luci Davide Arsenio Costumi Lapi Lou Assistente scenografa Cristina Zanoboni Costruzione scenica Luigi Di Giorno Cura della produzione Claudia Zeppi Amministrazione Emanuela Carluccio Distribuzione Elisa Giacovelli produzione Factory compagnia transadriatica - Fondazione Sipario Toscana con il sostegno di Segni new generations festival

Parolechiave: Pifferaio Hamelin accalappiatopi

Produzione: Factory compagnia transadriatica - Fondazione Sipario Toscana

Anno di produzione: 2021

Genere: Teatroragazzi (5-100) Prosa Figura

La storia del pifferaio di Hamelin è ancora avvolta nel mistero. Hamelin è il nome di una cittadina al nord della Germania dove leggenda e realtà si son fuse centinaia di anni fa, dove diverse ipotesi non hanno mai risolto il mistero della sparizione di 130 bambini, come riportato nella targa affissa sulla cosiddetta casa dell’accalappia topi. Un fatto di cronaca traslato via via in fiaba, nella tradizione orale prima e nella raccolta “Saghe germaniche” dei Fratelli Grimm poi.
Ad Hamelin vige ancora il divieto assoluto di suonare musica nella via Senzatamburi, dove anche i cortei in festa che vi arrivano cessano immediatamente ogni suono.
​Ma cosa è successo ai bambini di Hamelin? Dove finisce la realtà e dove inizia la finzione?
Le affinità col tempo buio che stiamo vivendo trovano un’eco stupefacente nel buio che la cittadina di Hamelin stava attraversando a causa del morbo portato dai topi. Lo spettacolo proverà a raccontare e ripercorrere l’origine di questo mistero giocando su diversi piani: quello temporale diviso tra l’oggi e quello della storia e, infine, il piano della percezione perché adulti e bambini potranno seguirlo attraverso un punto di vista diverso utilizzando un apposito dispositivo che porta i corpi di chi guarda a entrare nella scena in maniera interattiva.
Ci siamo chiesti in cosa possa consistere oggi la libertà’ restituita dal pifferaio e possiamo dire che il pifferaio come artista porta una visione diversa da quella degli adulti, in cui c’è spazio per la sorpresa e per il rapimento della bellezza (cose che appartengono all’infanzia). E’ una figura che cambia di segno, perché il suo rapimento attraverso la musica è uno strappare i bambini ai divieti, alle restrizioni e alla troppa protezione che non li fa crescere.
Allo stesso tempo questo personaggio che col suo carretto sembra un reperto dell’antico teatro viaggiante, innesca una profonda riflessione sul ruolo dell’artista nella società oggi.

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