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DIARIO DI UN BRUTTO ANATROCCOLO

Factory Compagnia Transadriatica

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (6-100) Prose Dance theatre
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Direction: TONIO DE NITTO

Dramaturgy: TONIO DE NITTO

Actors: BENEDETTA PATI, FRANCESCA DE PASQUALE, LUCA PASTORE, ANTONIO GUADALUPI

Other credits: Diario di un brutto anatroccolo

da H. C. Andersen

di Tonio De Nitto

con Benedetta Pati, Francesca De Pasquale, Antonio Guadalupi, Luca Pastore

collaborazione al movimento coreografico Annamaria De Filippi

musiche originali di Paolo Coletta

scene di Roberta Dori Puddu

costruzione oggetti scenici Luigi Conte

costumi di Lapi Lou

sarta Maria Rosaria Rapanà

luci di Davide Arsenio

regia di Tonio De Nitto

una produzione Factory Compagnia Transadrica

Key words: fiaba diversità teatro danza disabilità

Production: FACTORY COMPAGNIA TRANSADRIATICA

Year of production: 2016

Theatrical genre: Children's theatre (6-100) Prose Dance theatre

Con Diario di un brutto anatroccolo, Factory coniuga il teatro e la danza a partire da un classico per l’infanzia di Andersen continuando l’indagine sul tema della diversità/identità e dell’integrazione attraverso un linguaggio semplice ed evocativo.

Un anatroccolo oltre Andersen che usa la fiaba come pretesto per raccontare una sorta di diario di un piccolo cigno, creduto anatroccolo, che attraversa varie tappe della vita come quelle raccontate nella storia originale, e compie un vero viaggio di formazione alla ricerca di se stesso e del proprio posto nel mondo e alla scoperta della diversità come elemento qualificante e prezioso. La nascita e il rifiuto da parte della famiglia, la scuola e il bullismo, il mondo del lavoro, l’amore che nasce improvvisamente e rapidamente può scomparire anche per cause esterne non riconducibili a noi, la caccia e poi la guerra come orrore inspiegabile agli occhi di chiunque, tappe di un mondo ostile, forse, ma che resterà tale solo sino a quando il nostro “anatroccolo” non sarà in grado di guardarsi negli occhi e accettarsi così com’è, proprio come accade al piccolo anatroccolo della fiaba di Andersen che specchiandosi nel lago scopre la propria vera identità. Non bisogna nascondere le cicatrici accumulate nella vita, perché possono e devono invece diventare il nostro tesoro.

Uno spettacolo prezioso che ha portato la compagnia a calcare prestigiosi palcoscenici italiani e stranieri e ad affacciarsi al mondo del teatro e disabilità

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