Classe 1989, Francesco Ferrari si laurea alla London Contemporary Dance School nel 2013, dove ottiene un BA (Hons) e, l’anno successivo, un Postgraduate Diploma, attraverso un apprenticeship con Scottish Dance Theatre, compagnia nazionale scozzese, con sede a Dundee. Diviene membro ufficiale dell’ensemble, dove resta full-time fino al 2018, sotto la direzione artistica di Fleur Darkin. Qui, ha l’opportunità di lavorare alle creazioni di coreografi di fama internazionale, tra i quali Damien Jalet (‘Yama’), Sharon Eyal e Gai Behar (‘Process Day’), Anton Latchky (‘Dreamers’), Botis Seva (‘TutuMucky’), Jorge Crecis (‘Kingdom’), Jo Strømgren (‘Winter, again’), Fleur Darkin (‘Innocence’, ‘SisGo’, ‘Miann’, ‘Velvet Petal’). Durante la sua permanenza in compagnia, intraprende numerosi tour su scala internazionale, che lo portano a esibirsi in Scozia e Inghilterra, così come Messico, Brasile, India, Cina, Italia, Francia, Romania, Ungheria, Serbia. Durante la sua carriera da freelance, Francesco continua a collaborare con Scottish Dance Theatre come Project Rehearsal Director, lavorando a coreografie di Joan Clevillé (‘The Life and Times’, ‘Pirates!’), attuale direttore artistico, Emanuel Gat (‘The Circle’), Colette Sadler (‘Ritualia’), Sharon Eyal e Gai Behar (‘Process Day’). Come interprete, lavora per diversi coreografi in Regno Unito, Francia, Germania, Belgio, Italia e Libano. Nel 2018, prende parte a ‘The Lover’, riadattamento teatrale del romanzo di Marguerite Duras, presentato al Lyceum Theatre di Edimburgo e diretto da Fleur Darkin e Jemima Levick. Collabora con Eastman per la ripresa di ‘Pelléas et Mélisande’ al Grand Théâtre de la Ville di Lussemburgo, con coreografia di Damien Jalet. Partecipa al ‘Ricca Ricca Festa’ di Okinawa, con ‘Whiteout’ della compagnia scozzese Barrowland Ballet. Dal 2019 lavora, tra Francia e Libano, a ‘Cents Mille Façons de Parler’ di Omar Rajeh/Maqamat, che debutta all’Espace des Arts di Chalon-sur-Saone. Nello stesso anno, è parte del cast di ‘ANIMA’, produzione Netflix diretta da Paul Thomas Anderson, per il release dell’omonimo album di Thom Yorke e coreografata da Damien Jalet. Nel 2020, a Londra prende parte a creazione e debutto di ‘Carmen’, del coreografo Jose Agudo. Viene selezionato per partecipare a ‘Fuorimargine’, piattaforma a sostegno della creatività giovanile, nel contesto di Autunno Danza, Cagliari, dove presenta un’idea coreografica e un’ installazione video. L’anno successivo, diventa membro del cast di ‘Planet [Wanderer]’ di Damien Jalet e Kohei Nawa, che debutta al Théâtre Chaillot di Parigi, per poi intraprendere un tour internazionale, tutt’ora in attivo. Per Jalet e Nawa, Francesco subentra anche nel cast di ‘Vessel’, prodotto dal Théâtre National de Bretagne. In Germania, lavora per il coreografo Saeed Hani ad ‘Inlet’, presentato a Treviri nel 2022 e che, ad oggi, viene inserito nei programmi di diversi festival internazionali, il più recente dei quali l’Edinburgh Fringe 2025. Dal 2023, Francesco è performer in ‘Danse Macabre!’ di Jacopo Jenna, produzione KLM – Kinkaleri. Nel contesto della Milano Design Week, prende parte a ‘Six Acts – My Circuit’ di Fabio Cherstich, con cui lavora anche nel 2025 con ’30 Blizzards’, performance site-specific ideata dall’artista Helen Marten e presentata da Miu Miu al Palais de Iéna, Parigi. Prosegue la collaborazione con Fleur Darkin, che li vede co-autori di ‘Ithaca’, presentato come work in progress a Milano, Londra, St Andrews e Glasgow. Dal 2024, Francesco è artista associato di Perypezye Urbane e intraprende un percorso da autore, presentando la sua creazione inedita ‘Hide and Reveal’, nel contesto del festival ‘Venere in Teatro’. Nel 2025 è ospite del Teatro delle Moire per una residenza artistica, durante la quale sviluppa il lavoro insieme alla sua collaboratrice SHHE, musicista e produttrice con base in Scozia, per crearne una versione parallela con live sound set, che viene presentata nell’ambito della rassegna ‘LuminOsa’. Lo stesso anno crea ‘Selfless –studio’, work in progress presentato al festival Più Che Danza e concepito come il primo tassello di una ricerca più ampia in divenire, dal titolo provvisorio ‘Selfless - Le Passioni Tristi’. Parallelamente al suo lavoro da interprete e autore, Francesco sviluppa anche, nel corso della sua carriera, un interesse per l’insegnamento, che lo vede condurre workshop e classi in svariati contesti, spaziando dal Floorwork al Release, dall’improvvisazione guidata all’esplorazione coreografica.