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Hide and Reveal - con live sound set di SHHE

Francesco Ferrari

Opera in repertorio

Genere
Danza Teatrodanza Performance
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Regia: Francesco Ferrari

Drammaturgia: Francesco Ferrari

Attori: Francesco Ferrari

Altri crediti: Di e con: Francesco Ferrari Live sound: SHHE Testo: ‘A porte chiuse’ di Jean-Paul Sartre Immagini: Lorenza Cini, Sara Meliti Produzione: Perypezye Urbane Residenza artistica per versione con live sound: IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia / Teatro delle Moire (Milano) Grazie a: LiveArtsCulture; Did Studio; Tempio del Futuro Perduto; Mutty Libreria

Parolechiave: webchat, sovraesposizione, trasparenza, virtuale, privacy

Produzione: Perypezye Urbane

Anno di produzione: 2025

Genere: Danza Teatrodanza Performance

Hide and Reveal esplora un’estetica ispirata all’ambiguità fra il mostrarsi e il nascondersi, un linguaggio scenico in linea con una poetica del corpo intima e viscerale, fatta di frizioni e spiegamenti, dove l’esporsi allo sguardo dell’Altro coesista con una dimensione privata.

L’interazione con la webcam di un pc, collegato ad un proiettore esterno, rende il rapporto con il pubblico indiretto, orientando l’attenzione verso un occhio artificiale, con la scelta di quali dettagli svelare o nascondere, quali strati della stessa realtà mostrare o lasciare all’immaginazione.

Hide and Reveal si inserisce in un contesto in cui il concetto di ‘trasparenza’ permea il discorso sulla libertà d’informazione. Un forte riferimento teorico è proprio “La società della Trasparenza”, dove Byung-Chul Han afferma che all’iper-visibilità ‘manca ogni negatività del nascosto, dell’inacessibile e del segreto’. In questo senso, Hide and Reveal mira proprio a ricercare il piacere dello svelamento, della segretezza.

Il materiale di scena compone un design in continua evoluzione, plasmando un paesaggio sempre composto da tracce, resti di immagini e alludendo ad una dimensione occultata, ad uno spazio ‘oltre’ il visibile.

Stati performativi intimi si contrappongono all’esposizione ingigantita, brutale della realtà vista dall’occhio dell’obiettivo. L’azione è volta al servizio del mezzo, mettendo in crisi l’empatia verso un corpo che respira, che suda, che c’è, a favore dell’immediatezza volgare, violenta dell’immagine.

Hide and Reveal offre spunti di riflessione, rispetto al rapporto alienante con la tecnologia come mezzo di presentazione del sè e alla linea sottile tra sfera pubblica e privata, tra esposizione e intimità. Nell'era della 'società del positivo', in cui si tende al 'divoramento immediato delle cose', l'opera si sviluppa secondo le logiche di un tempo contemplativo e poetico, in contrasto con la 'pornografia' delle immagini proiettate in scena, intesa come 'contatto immediato tra immagine e occhio', dove 'tutto è rivolto all'esterno, svelato, denudato, svestito ed esposto'.

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