Regia: Francesco Ferrari
Drammaturgia: Francesco Ferrari
Attori: Francesco Ferrari
Altri crediti: Titolo: Hide and Reveal Di e con: Francesco Ferrari Musica: ‘Hide/Reveal’ di SHHE, composizione ed esecuzione di Su Shaw; ‘Kyema (Intermediate States)’ di Éliane Radigue Testo: ‘A porte chiuse’ di Jean-Paul Sartre Immagini: Lorenza Cini Produzione: Perypezye Urbane Grazie a: LiveArtsCulture; Did Studio; Mutty Libreria; Tempio del Fututo Perduto; Residenza artistica: IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia / Teatro delle Moire (Milano)
Parolechiave: webcam, intimità, trasparenza, esposizione, virtuale
Produzione: Perypezye Urbane
Anno di produzione: 2024
Genere: Danza Performance
'Hide and Reveal' esplora un’estetica ispirata all’ambiguità fra il mostrarsi e il nascondersi, un linguaggio scenico in linea con una poetica del corpo intima e viscerale, fatta di frizioni e spiegamenti, dove l’esporsi allo sguardo dell’Altro coesista con una dimensione privata.
L’interazione con la webcam di un pc, collegato ad un proiettore esterno, rende il rapporto con il pubblico indiretto, orientando l’attenzione verso un occhio artificiale, con la scelta di quali dettagli svelare o nascondere, quali strati della stessa realtà mostrare o lasciare all’immaginazione.
'Hide and Reveal' si inserisce in un contesto in cui il confine tra reale e virtuale si fa sempre più sottile e dove il concetto di ‘trasparenza’ permea il discorso sulla libertà d’informazione. Un forte riferimento teorico, tra gli altri, è proprio “La società della Trasparenza”, dove Byung-Chul Han afferma che all’iper-visibilità ‘manca ogni negatività del nascosto, dell’inacessibile e del segreto’. In questo senso, 'Hide and Reveal' mira proprio a ricercare il piacere dello svelamento, della segretezza.
Nell’era della ‘società del positivo’, in cui si tende al divoramento immediato delle cose, 'Hide and Reveal' si sviluppa secondo le logiche di un tempo contemplativo e poetico, in contrasto con la ‘pornografia’ delle immagini proiettate, intesa come ‘contatto immediato tra immagine e occhio’, dove ‘tutto è rivolto all’esterno, svelato, denudato, svestito ed esposto’.
'Hide and Reveal' questiona, attraverso l'uso della webcam, la distanza che separa performer e pubblico. Il materiale di scena compone un design in continua evoluzione, plasmando un paesaggio sempre composto da tracce, resti di immagini e alludendo ad una dimensione occultata, ad uno spazio ‘oltre’ il visibile. Stati performativi intimi si contrappongono all’esposizione ingigantita, brutale della realtà vista dall’occhio dell’obiettivo, sempre diretto destinatario del performer. L’azione è volta al servizio del mezzo, mettendo in crisi l’empatia verso un corpo che respira, che suda, che c’è, a favore dell’immediatezza volgare, violenta dell’immagine.
‘Giocare con l’ambiguità e l’ambivalenza, con il segreto e il mistero, accresce la tensione erotica. La trasparenza o l’univocità sarebbero la fine dell’eros, ovvero, la pornografia’.
Informazione riservata agli Organizzatori
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