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L'ultimo Bohémien e la Lumaca

Compagnia Vuoto per Pieno
Regia: Fabrizio Calanna
Drammaturgia: Fabrizio Calanna
Attori: Lara Viscuso Chiara Verzola Fabrizio Calanna
Trailer: Link
Anno: 2017

Scopo
Elaborare un mondo che sfugge dalla volontà sociale di produrre necessariamente qualcosa di artistico/commerciale. Un Mondo in questo caso (quello di Erik Satié): sommerso, assurdo, profondo e pieno di vuoti... irriverente, iconosclasta. Alla base il rifiuto di una vita sociale e razionale, l'unica possibiltà è rifugiarsi dentro la propria stanza, per Satié “L'Armadio”.
Note di regia
E' un Elogio alla lentezza, l'attesa di qualcosa che ineluttabilmente arriverà, forse solo nell'immaginazione, perchè non ve ne sarà traccia se non attraverso qualche ricordo .
Un individuo accompagnato da due entità attende che il giorno faccia la sua comparsa, che la vita vada avanti che il destino faccia il suo corso, nulla lo può impedire se non la fantasia e la proiezione di essa. Nichilista, silenzioso, asociale, ribelle, libero, sognatore, avvilito,
Il Bohémien attende di poter uscire dal suo status... attende.
La società costituisce una prigione: essa avvilisce la fantasia, la volontà.
L'immaginazione inghiotte e oblìa ogni scintilla nella superficialità e nel vuoto, proprio per questo si rifugia nella Fata Verde, della quale si disseta, come un cane, attraverso una bianca bacinella sopra la quale una goccia verde segna il passare il tempo.
L'atteggiamento è scettico, sempre in continua evoluzione e involuzione allo stesso tempo.
Egli si oppone ad ogni valore e costume del buon senso, questo è l'unico modo per ritrovare una forma di libertà dentro una prigionia.
Avvolgente, cauta, materna, rotonda, la prima entità, La lumaca, lo accudisce e lo ama.
La lumaca, animale ermafrodita, è simbolo del mistero profondo della vita e l’unità di tutto ciò che esiste. Il segreto, che il simbolo della Chiocciola rappresenta, è il procedere piano piano, con costanza e senza ansie. La Chiocciola evoca il lento percorso spirituale, infatti il processo di iniziazione esige tempo e pazienza. Il guscio nero rappresenta il contenente, il ricettacolo, per analogia la matrice, che esprime la fecondità, la gestazione.
La seconda entità, La Fata Verde, insolente e beffarda, si prende gioco del Bohémien e lo guida verso il mondo contraddittorio e allucinato che disseta il suo genio. A volte donna, a volte uomo, a volte “tosse”, non è mai la stessa... è come vuole essere...
è l'altra faccia della moneta... quella trasparente.
L'attesa è finita, la clessidra di fataverde è vuota, è arrivata forse l'ora della morte o della nuova esistenza per governare musica e musicisti, critici e criticato, per governare ciò che gli umani chiamano Vita.
Segni scenografici
Quattro accessori: una clessidra d'acqua, uno sgabello/pianoforte, una finestra, una porta limite dell'altra stanza, quella degli ombrelli, della lumaca e della Fata Verde.

Altri crediti: QuartaVia

Produzione: compagnia VuotoPerPieno

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    Spazio scenico
    min 6x6x3

    Impianto luci
    mixer luci, piazz. freddo/caldo, 4 speciali (sagomatori), contro, par a pioggia centrale

    Impianto audio
    Mixer audio, casse audio

    Tempo montaggio
    1 ora

    Referente tecnico
    fc@fabriziocalanna.com
    VuotoPerPieno
    La compagnia di danza contemporanea VuotoPerPieno nasce dal sodalizio artistico di due danzatori, Lara Viscuso e Fabrizio Calanna, che decidono di intraprendere un percorso creativo di ricerca; Punto di partenza della compagnia è il rapporto fra lo spazio vuoto: presupposto necessario all’atto creativo, ma anche condizione umana insita nelle arterie del nostro secolo e il gesto, preso dalla vita quotidiana e trasposto ad una realtà altra, tanto semplice ed essenziale da riportarlo alla sua ancestrale pienezza. Nelle residenze della Dancehaus Susanna Beltrami, e con il supporto di ContArt Milano la compagnia VuotoPerPieno continua la sua ricerca proiettandosi, sempre attraverso la drammaturgia, sulle performance in spazi sempre meno teatrali e sempre più quotidiani e urbani.
    Il gesto psicologico è al centro di un linguaggio artistico: tanto effimero, quanto assolutamente universale. Il corpo mediante la danza acquisisce spazio lì dove non c'è, cercando di scardinare ordini e regole attraverso: sperimentazione e dispiplina degli intenti.

    Progetti in attivo:
    Diritto di 'ntupatedda 2010;
    La banalità del Cilindro 2012;
    San Ti Melisses 2014.
    Progetti minori:
    Barbarà Milano 2012
    la Coda del Diavolo Milano 2013
    L'ultimo Canto Olbia 2014
    Festival a cui la compagnia ha partecipato:
    MilanOltre - Milano
    Showcase - Milano
    Paesaggi Contemporanei - Catania 2015
    Una strada per il teatro - Noto 2013


    www.compagniavuotoperpieno.com
    www.fabriziocalanna.com
    vxp@compagniavuotoperpieno.com
    fc@fabriziocalanna.com