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It's App To You - o del solipsismo

Leonardo Manzan
Regia: Leonardo Manzan
Drammaturgia: Leonardo Manzan, Andrea Delfino, Camilla Mattiuzzo
Attori: Andrea Delfino, Paola Giannini, Leonardo Manzan
Trailer: Link
Anno: 2016

L'uomo è padrone delle proprie scelte? Quando noi diciamo sì anziché no lo abbiamo detto noi o qualcuno lo ha detto al posto nostro? Qual è il limite della nostra libertà? Queste domande sono il motore principale di “It’s app to you”. In scena un videogioco: un sistema in cui le scelte sono limitate e già prestabilite da algoritmi matematici. Il vincolo delle regole che governano la tecnologia del gioco diventa un termine di confronto per mettere in discussione la nostra stessa umanità. L’uomo, a differenza del mondo dei videogiochi, è libero di agire, di scegliere? O anche lui si muove in un sistema, per quanto ampio, di possibilità limitate e finite? Così nella scrittura è maturata l'idea di confondere i due piani, di creare un videogioco che sceglie il giocatore e non il contrario (un primato del virtuale sul reale), di incastrare, in un rito apparentemente senza fine, il giocatore all'interno della virtualità. Intrappolato in un tempo irrisolto, un tempo non lineare ma ciclico, che obbliga a ripetere il gioco da capo e sempre allo stesso modo, il giocatore non ha vie di uscita ed è proprio nella vittoria che trova la sua fine. Non sceglie ma è scelto e così sarà per sempre, all’infinito.

Ad Algoritmo, creatore del videogioco, figura divina simbolo del potere assoluto, contemporaneamente attore e regista del gioco, eternamente condannato a scrivere nuove storie è affidata l’intera tecnica dello spettacolo.
In posizione distinta e separata, la figura di Algoritmo è volutamente mostrata al pubblico nell'esercizio della sua funzione. Come creatore onnisciente e master del videogioco, Algoritmo controlla il buio e la luce, la musica e la voce, la sua e quella di 46.

46, Personaggio virtuale del videogioco, interamente comandata nelle sue azioni dal giocatore, è doppiata in diretta da Algoritmo. L’attrice attraverso lo studio mimico di personaggi dei videogiochi, ricostruendone il ritmo, l'espressione e la stilizzazione meccanica, ha dato forma al suo producendo un risultato straniante accentuato dalla scelta di doppiare in diretta l'attrice. Scelta che è forma simbolica del potere esercitato da Algoritmo sulla sua realtà (tema trasversale del testo è appunto la libertà di affermare attraverso la voce e la parola la propria esistenza).

Luigi, spettatore solipsista, convinto che il mondo sia frutto della sua immaginazione, sarà il giocatore scelto da 46 per completare la partita. Grazie ad un applicazione sullo smartphone (it’s app to you) sarà in grado di comandare il personaggio virtuale per completare la missione.
Filo conduttore tra platea e scena, realtà e gioco, inizia lo spettacolo parlando in mezzo al pubblico accompagnandolo come suo rappresentante, imposto da Algoritmo, dentro la virtualità.

Confidando nella finzione della nostra storia vogliamo credere che la libertà dell’uomo non sia un codice già scritto, ma il sospetto è lecito: se così fosse, saremmo in grado di superare il nostro algoritmo?

Altri crediti: - Vincitore del bando "InBox" 2018

- Spettacolo vincitore del bando "Dominio Pubblico" 2017 di Roma

- Spettacolo vincitore del bando "Italia dei visionari" Festival Kilowatt 2017

- Spettacolo vincitore Premio della Critica al Festival "Direction Under 30" del Teatro Sociale di Gualtieri 2016

- Spettacolo vincitore bando "Giovani Direzioni" del Centro Teatrale MaMiMò 2016

- Menzione speciale al Premio Nazionale "Giovani Realtà del Teatro" di Udine 2015

- Spettacolo in rassegna al "Festival Aperto" al Teatro Ariosto di Reggio Emilia 2016

- Spettacolo in rassegna al "Torino Fringe Festival" 2017

Produzione: Bahamut

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Spazio scenico
Minimo 5x4.

Impianto luci
Console Luci in nostra dotazione. La regia luci e audio è in scena, gestita da un nostro attore. 5 lampadine da attaccare a dimmer. 3 sagomatori. 15 PC. 2 stativi. 1 strobo. Dimmer 15 ch.

Impianto audio
Console Audio e microfono in nostra dotazione. DMX e cavi audio da attaccare alla nostra regia.

Tempo montaggio
Mezz'ora di allestimento esclusi puntamento fari

Referente tecnico
3897696959
Bahamut è una compagnia nata dall'incontro di tre attori e una drammaturga diplomati alla "Civica Accademia di Teatro Paolo Grassi".
Bahamut è il pesce che sostiene il mondo. I pesci sono scivolosi. Il mondo è in pericolo.
Viviamo pensando al teatro come al nostro antidoto perché il mondo non ci scivoli via.
Bahamut si agita sotto il pavimento di un quadratissimo condominio di periferia alla ricerca della pietra filosofale. Ci alleniamo, giochiamo, improvvisiamo, scriviamo. Confidiamo nella giustizia di questo nostro gioco e desideriamo ardentemente scuotere le pareti del vostro teatro.

Il nostro primo spettacolo It's App to You:

- Vincitore del bando "InBox" 2018

- Spettacolo vincitore del bando "Dominio Pubblico" 2017 di Roma

- Spettacolo vincitore del bando "Italia dei visionari" Festival Kilowatt 2017

- Spettacolo vincitore Premio della Critica al Festival "Direction Under 30" del Teatro Sociale di Gualtieri 2016

- Spettacolo vincitore bando "Giovani Direzioni" del Centro Teatrale MaMiMò 2016

- Menzione speciale al Premio Nazionale "Giovani Realtà del Teatro" di Udine 2015

- Spettacolo in rassegna al "Festival Aperto" al Teatro Ariosto di Reggio Emilia 2016

- Spettacolo in rassegna al "Torino Fringe Festival" 2017


Dal 2016 conduciamo i 4 laboratori di teatro del liceo classico-scientifico “Marie Curie” di Meda

Da Settembre 2017 teniamo un laboratorio di teatro presso la casa di riposo “Anni Azzurri” di Monza