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Salsi Colui. Storie sepolte

Teatro Proskenion
Regia: Vincenzo Mercurio
Drammaturgia: Maria Ficara
Attori: Mariangela Berazzi, Nando Brusco, Nino Racco, Giovanni Gangemi Piccola Orchestra Popolare “O. Panzillo” (Bruno Paura,Massimiliano D'Alessandro , Luca di Muzio, Valeria Di Ielsi)
Trailer: Link
Anno: 2015

La storia della Baronessa di Carini non è solo il racconto di un antico "femminicidio" ̶ per usare un termine attuale ̶ se non addirittura il primo componimento, sul tema, a sopravvivere per secoli in forma orale per poi approdare ai versi di una ballata dal gusto romantico che è arrivata fino a noi. Il racconto del fatto non è solo il lacrimevole ritratto di una vittima che porta un monito contro la violenza sulle donne o su un altro essere vivente; esso si insinua anche tra il bianco e il nero della storia e della società, tra le leggi degli arroganti e coloro che soccombono per aver seguito un impulso di libertà. È memoria, contro l'oblio che vuole coprire tutto, lapide di marmo su una storia personale e collettiva. Il racconto è la forma più semplice di sopravvivenza della memoria, e anche un racconto di secoli fa finisce col parlarci, ancora oggi, di vicende più recenti, di territori diversi ma non lontani, di meccanismi differenti ma simili. L’ultimo “quadro” della rappresentazione si fa contemporaneo, e una voce parla con la voce di molte. Possono chiamarsi Lea, Giuseppina, Maria Concetta, ma anche Franca e Rita, o non avere nome perché si è perduto anche quello, ma soprattutto, l’intera riflessione vuole suscitare domande, affinché si esercitino dubbi e interroghino contraddizioni. E si dia uno sguardo a chi si oppone alle regole degli arroganti non come a vittime isolate del destino che loro toccava, ma come a ombre familiari, nei cui tratti c’è anche qualcosa di noi. Della loro fine, della fine di molte vite, qualcuno sa. Da qui il titolo scelto, due semplici parole, ma eloquenti, tratte da una famosa risposta di un’ombra al poeta che la interroga. La struttura dello spettacolo parte da una narrazione di tre momenti scelti di una storia individuale che sarebbe passata all’oblio se non fosse stata raccolta da una tradizione secolare, e che si può ridurre a tre semplici elementi di partenza: la nascita, il matrimonio e la morte della Baronessa di Carini. Ridotti all’essenzialità, i tre momenti sono già eloquenti: la nascita di una femmina, le nozze a soli 14 anni, la morte per uccisione. Già questi tre passaggi potrebbero essere il canovaccio di mille storie attuali: dalle mogli-bambine dei paesi del terzo mondo, all’uxoricidio come esito di possesso, sopruso e violenza domestica in quelli occidentali, ma anche, nel meridione d’Italia, i matrimoni combinati tra famiglie mafiose che decidono così di suggellare alleanze convenienti. La riduzione al minimo di una storia antica e ben conosciuta quale quella della Baronessa di Carini dialoga con il presente attraverso alcune scelte di composizione: i personaggi della storia sono ridotti a quelli chiave, come le invariabili di una favola. Ogni personaggio “scelto” è il narratore di una tappa della breve vita di Laura. E allora un uomo di potere, una donna e un religioso sono il padre, Laura e il monaco della ballata siciliana; contemporaneamente essi sono allegorie della Storia ufficiale

Produzione: Teatro Proskenion

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    Spazio scenico
    palcoscenico minimo 6x5m, pedana rialzata minimo 40 cm massimo 80 cm da terra

    Impianto luci
    6 o 8 fari da 1000W, a seconda dell'ampiezza dei teatri
    gelatine colorate
    6 fari led

    Impianto audio
    3 archetti se necessario, casse di potenza adeguata allo spazio

    Tempo montaggio
    2 ore

    Referente tecnico
    Antonella Bellocchio
    3287537126
    mail: altroaltrove88@gmail.com
    Il Teatro Proskenion è stato fondato ufficialmente nel 1989 a Reggio Calabria. Composto da attori di teatro, intellettuali, artisti di diversa provenienza e formazione, Proskenion svolge attività artistiche e di ricerca, rassegne internazionali, iniziative nel campo sociale, attività di rete, produzioni di vario tipo e spettacoli. Nel 1999 ha fondato e diretto il progetto “Clown in corsia”, presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, divisione di Pediatria, portando per la prima volta in Calabria l'esperienza della clown-terapia in collaborazione con il Gesundheith Institute di Patch Adams e Clown One Italia. Ha diretto la formazione professionale di clown sotto l’egida del Ministero delle Pari opportunità. Fino al 2007 è stato diretto da Claudio La Camera e ha collaborato attivamente con l’ISTA (International School of Theatre Anthropology) per lo svolgimento dell’Università del Teatro Eurasiano, fondata e diretta da Eugenio Barba in Italia.

    L’Associazione ha svolto la sua attività come Onlus fino a luglio 2014 è iscritta presso il Registro Regionale delle Associazioni e Fondazioni (Regione Calabria) e presso il Registro Provinciale (Provincia di Reggio Calabria) N. iscrizione 7670 del 02.08.2001
    Da gennaio 2015 il Teatro Proskenion è diretto da Vincenzo Mercurio.