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IL CILINDRO, poesie dal ghetto di Varsavia

MEDEM Compagnia teatrale
Regia: Enrico Paci
Drammaturgia: Enrico Paci
Attori: Enrico Paci, Mauro Silvestrini
Trailer: Link
Anno: 2012

Per la prima volta nel 2010 viene pubblicata in italiano una raccolta di poesie di Wladyslaw Szlengel (1914-1943), ricordato come “il poeta del ghetto di Varsavia”.

Prima dell’invasione nazista Wladyslaw Szlengel era un autore di cabaret, le cui opere, di grande successo, andavano in scena sui palcoscenici scintillanti e allegri di Varsavia. Tutto cambia con l’invasione della Polonia del 1939. Varsavia si divide a metà. Gli ebrei (circa mezzo milione di abitanti) sono relegati in un’area di 4 chilometri quadrati. Il ghetto. Tra questi vi era anche Wladyslaw Szlengel.

Con la stella di David al braccio, Szlengel continua a scrivere con la graffiante, fresca, perfino ironica verve del cabarettista, ma di ben altri argomenti…

Ha cantato la vita del ghetto di Varsavia, rimanendone per un periodo l’unico cronista. Leggeva le poesie e le prose alle persone che aveva a fianco e che vedeva diminuire di numero ogni giorno giorno che passava.

Muore l’8 maggio 1943 durante l’insurrezione del ghetto. Aveva 29 anni.

Il percorso teatrale-performativo, realizzato per le celebrazioni del giorno della Memoria, è stato ideato per essere il più possibile avvolgente nei confronti del pubblico. Un percorso non solo letterario, ma fisico-sensoriale. Oltre alle parole e alla musica, il pubblico rivive alcuni aspetti realistici di ciò che viene riportato in parole nei testi del poeta. Il poeta si presenta come si presentava ai compagni del ghetto, con la stella al braccio e tanta voglia di raccontare le ultime, terribili, vicende che li riguardavano. Una pentola gorgoglia da una parte, monumento di una madre strappata alla famiglia, un cunicolo freddo, umido e buio è l’ambientazione di un altro momento. Il pubblico vi entra silenzioso. A chiusura del percorso un cortometraggio ispirato alla poesia “Il Cilindro” in cui un giovane ebreo in frack cammina spensierato per le vie del ghetto. Il testo racconta di un capriccio di questo personaggio (lo stesso poeta) che vuole vestirsi elegante, con il cilindro, una cravatta allegra come per andare ad una festa, ben sapendo invece, di avere l’obbligo di portare la stella al braccio. “Che vedano pure!”, “Spari pure il gendarme/quando fischietterò/ O kinder meine/ e rotoli pure/ sotto i suoi stivali/ il mio cilindro scintillante.”.

Il corto (interpretato da Enrico Paci, per la regia di Giovanni Pierangeli) ha partecipato all’edizione 2013 dell’Umbria Film Festival di Montone.

“Questo è ciò che leggevo ai morti, e i vivi? Ebbene, che i vivi non perdano la speranza.”

Altri crediti: Regia video: Giovanni Pierangeli
Musiche e suoni: Matteo Bianchini

Produzione: Comune di Città di Castello

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    Spazio scenico
    Lo spettacolo è per sua natura itinerante. Lo spazio scenico ideale è suddiviso in 3 luoghi. In un primo luogo c'è l'incontro da parte del pubblico con il poeta che racconta (come raccontava ai suoi compagni di ghetto), il resoconto dei fatti tragici del giorno precedente. In un altro luogo è allestito un fornello con una pentola su cui sta cuocendo del brodo. In questo luogo sarà diffusa tramite impianto audio la lettura della poesia "Monumento alla madre" (su traccia audio). Il terzo luogo dovrà essere angusto e totalmente buio, vi sarà diffusa la traccia audio della poesia "Le due morti". Infine si potrà tornare al luogo iniziale con proiezione del cortometraggio "Il Cilindro" ispirato all'omonima poesia.

    Impianto luci
    Sufficienti una quarzina per illuminare il poeta nella prima scena e una lampadina calata dal soffitto sopra la pentola per la seconda scena.

    Impianto audio
    Saranno necessari 2 impianti audio separati per la diffusione delle tracce audio delle due poesie. In più un videoproiettore (con relativo impianto audio) per la proiezione del cortometraggio.

    Tempo montaggio
    Dipendono molto dal luogo della rappresentazione, se già adatto o meno alle esigenze dello spettacolo. In media 3 ore di allestimento sono sufficienti.

    Referente tecnico
    3208034791
    La compagnia teatrale MEDEM si costituisce nel 2003. Opera a livello locale (Umbria-Toscana) e nazionale.
    La produzione si caratterizza per essere particolarmente eclettica spaziando dal teatro di prosa alle performances artistiche, passando per il teatro ragazzi, eventi a tema, fino alla realizzazione di cortometraggi coinvolgendo professionalità sia interne alla compagnia stessa che esterne.
    TEATRO DI PROSA: Tra le ultime produzioni si ricorda “Alarms!” di Michael Frayn per la regia di Enzo Aronica, “Il matrimonio perfetto”, regia di Enzo Aronica, “Donne in stile” a cura di Claudio Bellanti, “Dramma inconsistente” di Achille Campanile, regia di Massimo Boncompagni. Nel 2012, per il festival delle Nazioni di Città di Castello, “Stasera recita al Campo Pal”, omaggio all’Ungheria, regia di Enrico Paci e Mauro Silvestrini; nel 2013 veniva realizzato lo spettacolo tratto da “La biblioteca di Babele” di J. L. Borges, nel 2015 “Buongiorno signor Gauguin!”, CaLibro festival, regia di Enrico Paci. Nel 2017 ha debuttato “L’Italia s’è desta” di Stefano Massini, regia di Ciro Masella, mentre nel 2019 va in scena il nuovo lavoro "Barbara non è qui".
    TEATRO RAGAZZI: Il filone del teatro per ragazzi è particolarmente attivo con almeno una produzione all’anno ed interventi in biblioteche e manifestazioni dedicate ai più piccoli. Tra gli ultimi allestimenti: “Tacco e punta l’avventura è pronta” di Irene Bistarelli; “MITICO! Lo spettacolo.” spettacolo varietà sui miti greci, di Enrico Paci.
    TEATRO PER LA MEMORIA: Una attenzione particolare è stata sempre data dalla compagnia al tema della memoria, anche in virtù di una stretta collaborazione con enti pubblici locali per celebrazioni e commemorazioni storiche. Ricordiamo: “Il Cilindro, poesie dal ghetto di Varsavia”, percorso sull’opera di W. Szlengel; “Era un bel mattino dell’8 maggio 1944”, tratto dal diario di un deportato in un campo nazista; “Dentro il lager, fuori dal lager”, il rastrellamento nazista dal punto di vista di due bambini; “In viaggio verso Aushwitz”, 4 storie di deportazione.
    READING: Le frequenti collaborazioni con librerie, biblioteche e scuole ci hanno portato a produzioni ispirate al mondo della letteratura, spettacoli teatrali omaggio ad autori e letture drammatizzate.
    PERFORMANCE: Nel 2013 abbiamo realizzato per la fondazione “Josef Albers” lo spettacolo-performance “Ricomposizioni”, evento collaterale alle mostre dedicate al maestro del Bauhaus presso l’Accademia del Brera di Milano. Nel 2014 una nuova sperimentazione, stavolta per CaLibro festival, ha riguardato una videoinstallazione performativa ispirata a Farheneit 451 dal titolo “La Grande Famiglia”.
    PROGETTO SCUOTILANCIA: Spettacoli itineranti a tema shakespeariano ispirati, in forma demenziale-parodica, alle opere del grande William. Una compagnia (quella degli artigiani del “Sogno di una notte di mezza estate”) propone versioni naïf e strampalate di drammi e commedie su ambientazione bucolica di parchi e gi