Cookie
Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di quelli Youtube e Vimeo per la visualizzazione dei video. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.
Leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.
Chiudendo questo box ne accetti l'utilizzo.

Prometeo, sulla luce del fuoco

NAPRAWSKI
Regia: Gemma Carbone
Drammaturgia: Percy B. Shelley
Attori: Gemma Carbone
Trailer: Link
Anno: 2012

Una tanica, il potenziale di un’azione, la conseguenza di un pensiero, l’odore di benzina.

L’uomo, il divino e la natura che costantemente giocano ad un gioco di trasfusioni e transiti.

Lo spettacolo vuole porre di fronte al pubblico le condizioni che hanno portato il Titano alla propria scelta e al proprio martirio, sta a chi è testimone dell’azione di rielaborare il trauma secondo le proprie esperienze e le proprie idee, innescando gli stessi meccanismi e le stesse situazioni che hanno reso questa storia comune e mitica.

“Vorrei essere volentieri ciò che è mio destino, il salvatore e il difensore dell’uomo sofferente, o sprofondarmi nell’abisso primitivo delle cose dove non c’è né agonia né sollievo: la Terra può consolare e il Cielo tormentare, nulla di più. Io so solo questo, che finirà.”

Partendo dal testo Prometheus Unbound di Percy Bysshe Shelley si è snodato un percorso di indagine e di ricerca verso quella che è una condizione comune all’uomo, esperita, sofferta e conquistata in tutte le epoche storiche.
Tale condizione, che si esprime molto drammaticamente in un rapporto di potere tra l’individuo e il tiranno, è destinata inevitabilmente a compiersi. L’inevitabile che qui entra in gioco è parte insita della natura umana, è la spinta verso la libertà e verso un sentimento di giustizia che ci appartiene tutti.
La cosa che ho trovato interessante nella riscrittura del mito di Prometeo di Shelley è che non è la fine della tirannia a risultare il fulcro della vicenda, l’estremo apice o il lieto fine, ma, piuttosto, cosa un individuo sia disposto a fare per questa.
Cosa sia disposto a subire, cosa non sia più disposto a subire, cosa sacrifica.
La risposta nel mito è raccontata dall’eterna pena a cui viene dannato il titano, nella realtà storica è raccontata dalle leggende che si creano su uomini e donne che si sono ritrovati ad essere eroi, nella realtà contemporanea la risposta ci viene data ogni giorno dalle scelte che facciamo.

Partendo da qui si sviluppa una lunga ricerca sulle persone che fino alla fine si sono opposte a regimi e a dittature. Cosa comune fra tutte è l’esito finale: l’ultima disperata protesta è darsi fuoco. Lo specchiarsi della mitologia nella nostra Storia - nell'estremo gesto del monaco tibetano Thích Quảng Đức, del giovane Mohamed Bouazizi o della dottoressa Homa Darabi - echeggia nella nostra Realtà, qui ed ora. Come il Titano, tutti questi martiri della libertà ci hanno donato il loro fuoco, autoimmolandosi.
Ed ecco che il fuoco, che ci ha donato Prometeo stesso tanto tempo fa, ritorna ancora una volta come una scintilla di luce e di dolore.
Mi auguro come una scintilla di speranza.

Produzione: NAPRAWSKI - in collaborazione con Il Vivaio del Malcantone

Per visualizzare il video integrale devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.

    Spazio scenico
    Elementi Scenici:

    Muro di taniche trasparenti (3mx4m)
    Tappeto persiano

    Impianto luci
    6 x 650w profil
    4 x LED RGBW
    6 x 650 fresnell
    4 x 1kw PAR

    Impianto audio
    Impianto di amplificazione
    1 x microfono con asta

    Tempo montaggio
    2h

    Referente tecnico
    Gemma Carbone
    NAPRAWSKI è una piattaforma di produzione italo-svedese. Il gruppo di lavoro è composto da artisti provenienti da Italia, Germania, Svezia, Norvegia e Finlandia. YOU ARE HERE (so don’t take things so seriously) è la prima creazione nata grazie ad una co-produzione internazionale tra Italia/Svezia e Norvegia con i seguenti partenrs: PIT Festival, Grenland Friteater, Cinnober Teater, ABF e Kulturungdom. Il progetto è stato selezionato ed è supportato da DE.MO./MovinUP a cura dal Ministero Italiano delle Attività Culturali e da GAI – Giovani Artisti Italiani.