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Darkroom | 7,51€ per una bandiera Italiana

Elektromove | Performing art
Regia: di Marco de Meo (Consulenza alla regia di Danio Manfredini)
Drammaturgia:
Attori: Marco de Meo
Trailer: Link
Anno: 2013

La "stanza oscura" è quella del presente, uno spazio del tutto amorfo se non per il tricolore italiano che lo domina e che circoscrive i confini geografici della storia che vi si narrerà. La tecnica utilizzata è quella della dissolvenza, in gergo tecnico morphing, uno dei primi effetti speciali sviluppati dall'industria cinematografica, che consiste nella trasformazione di un immagine in una di forma diversa senza soluzione di continuità. Così, in Darkroom, Marco De Meo incatenato alla bandiera del suo paese, è condannato a rincorrere sé stesso intorno all'asta che regge quella bandiera, quell'idea, facendosi cantastorie di vizi e virtù e trasformandosi di volta in volta in un differente personaggio dell'Italia ai tempi del collasso. Il fluido e l’inarrestabile vortice creato da questo movimento, trasforma l'oggetto inanimato in una forza centrifuga invisibile che rigetta ripetutamente il performer in avanspettacolo caricandolo, ogni volta, di un nuovo dramma da rappresentare.
Così prendono vita la casalinga, il neonazista, l'operaio: le loro storie, in bilico fra rassegnazione e contraddizione, riempiono le spazio non più vuoto e compongono il mosaico della crisi economica e spirituale, dove assurdo e verosimile si mescolano, distorcendo così comportamenti e valori di riferimento su cui si fondava il senso comune. Le parole si confondono nell'assenza di significato, la politica appare come mera pantomima di civiltà. Nella confusione la catena si spezza e il menestrello, nei panni di una valletta viene scaraventato via dall'asta della bandiera. La scenografia digitale in quest’ultima parte dello spettacolo si fà più soffusa, dove fa' capolino un Silvio Berlusconi della discesa in campo decisamente rivisitato. Il performer liberato dall'affanno dell’azione, è attraversato da una nuova luce e da un nuovo impulso che, seguito, si tramuta in danza. La danza è liberazione anche dai simboli di quel potere così corrotto e così il performer si spoglia, svestendosi di un personaggio dopo l'altro e rimanendo nudo, come un Cristo deluso, appeso per i piedi, stremato.

Altri crediti: Con il sostegno di Spazio Tadini Milano

Produzione: Smart It - Società mutualistica per attori. Milano

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Spazio scenico
Parete bianca e spazio antistante vuoto 5x5 Mt.

N. 2 Pannelli con teli bianchi (1.50x2.00 Mt.)

Impianto luci
N. 4 Par (500 KW) bandierati
Mixer min 4 canali

Proiettore Min. 3000 Ansi-Lumen
Macchina Fumo

Impianto audio
Casse acustiche
Cavo Jack ( per Mac)

Tempo montaggio
TEMPO MONTAGGIO_ 2 Ore
TEMPO SMONTAGGIO_20 min
DURATA DELLO SPETTACOLO_45 minuti

Referente tecnico
Marco De Meo
Elektromove è un progetto di arte performativa, arte visuale e suono elettronico. Suono, azione e video vanno a creare un parallelo, visionario e suggestivo, che riporta alla luce il ruolo e l’importanza dell’essere umano, in un momento storico così topico come quello dell’attuale cambiamento che l’umanità sta vivendo.

Nasce nel 2010 e ha lo scopo di stimolare la collaborazione tra artisti visivi e performers, auto-producendo i propri lavori a partire dalle risorse materiali ed econimiche a disposizione al momento dell’urgenza artistica, e nella rappresentazione, cercando di mantenere livelli alti di restituzione.

Marco de Meo creatore del progetto, crea performance visionarie e suggestive a temi sociali e politi, attingendo dalla vita quotidiana per recuperare l’essenza del pensiero e della parola, nel momento in cui queste creano bellezza, smontando azioni, suono e immagini della quotidianità creando così, un linguaggio percettivo e intenso.

Elektromove ha collaborato con:Maivideo (Marco Burzoni,Enzo Di Sciullo) nella realizzazione di Where We At?(vincitore Mixitè 2012). Dal 2013 collabora con la videomaker Elisa Dri, per la realizzazione di Darkroom 7,51€ per una bandiera Italiana. Nel 2013 c’è l’incontro con l’attrice Cecilia Vecchio e in collaborazione con Spazio Tadini di Milano, nasce Versus Il potere.