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Triangoli

operazioneMIRO

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Luca Catarinella, Bruno Orlando, Martina Michelini

Drammaturgia: operazione MIRO

Attori: Luca Catarinella, Martina Michelini, Bruno Orlando

Altri crediti:

Parolechiave: Triangoli, Soggettività, Bigliettino, Gioco, Verità

Produzione: operazione MIRO

Anno di produzione: 2023

Genere: Prosa

TRIANGOLI

è il frutto di uno studio - di un’operazione, come a noi piace definire il nostro lavoro teatrale - sulla soggettività, guardata nello specifico sotto la lente d’ingrandimento della famiglia.

Esiste una visione unica di una vicenda, o di un oggetto, o di qualsiasi altra cosa, che sia valida allo stesso modo per tutti? No, quelle che come società consideriamo verità risultano essere delle convenzioni accettate dalla maggioranza, ma pur sempre contestate da diversi e più o meno grandi sottogruppi. Persino in questa maggioranza ognuno avrà un'opinione diversa sulla verità oggettiva che condivide con gli altri.

Ecco quindi che si sviluppa l'operazione che muove il nostro spettacolo: avere un unico evento al centro della discussione, e vederlo da tre punti di vista diversi.

Tre esseri umani propongono la loro visione dei fatti a partire da un bigliettino trovato in strada, per terra, scritto a mano da una persona, che racconta di un evento del quale ci sono dati da sapere solamente i punti salienti. A turno, uno dei tre si toglierà dalla scena e diverrà il regista del suo punto di vista, mentre gli altri due "prenderanno vita" e incarneranno i protagonisti della vicenda raccontata. Un escamotage, questo, chiamato "il gioco" dagli stessi personaggi, che altro non è se non il puro e semplice gioco del teatro.

Da qui riconduciamo la proposta di una scenografia composta da un quadrato delimitato con dello scotch di carta (il campo dove avviene il gioco, ovvero il palco), e da sole tre sedie, che proprio perché oggetti del gioco, possono essere sedie ma anche qualsiasi altra cosa. È il gioco della fantasia.

Ogni punto di vista sarà ricco perché diverso dagli altri, così come gli esseri umani che prendono parte a questo gioco, ognuno con esperienze di vita differenti e per questo unico.

Alla fine dello spettacolo, la palla passerà al pubblico, il quale per tutto il tempo sarà stato spettatore quasi inconscio della storia, ma che senza saperlo avrà giocato continuamente con chi in scena, avendo a sua volta una propria opinione e immaginazione di quanto possa essere accaduto, a partire da quel bigliettino trovato per strada e scritto a mano da una persona.

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