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White Sound | Suono Bianco

Il Teatro nel Baule
Regia: Melissa Di Genova e Simona Di Maio
Drammaturgia: Melissa Di Genova e Simona Di Maio
Attori: Melissa Di Genova, Simona Di Maio e Santy Masciarò
Anno: 2020
Adatto a: VM14


Generi: Performance

Tags: memoria, tempo, binoural michrophone, storie di vita

IMPORTANTE: per vedere lo spettacolo è necessario indossare le cuffie.

“Avete mai sentito parlare di linee parallele del tempo? In quelle linee, ci sono gli avvenimenti che sono rimasti nell’aria, sospesi, vaganti, senza casa. Raccoglieremo i resti, le soste e le tappe della vita come frammenti di uno specchio rotto.”
White Sound è il racconto della vita di una donna straordinaria: Lucia De Rosa, detta Rusell ‘e magg’. Lucia non ha più un’età attraverso cui definirsi, i suoi oggetti non le appartengono più, non ha volti da riconoscere, neanche il suo. Cerca qualcosa di importante a cui non sa dare nome. Ad aiutare Lucia nella ricerca del qualcosa smarrito, c’è una bambina che irrompe sulla scena, invadendo la sua casa. E’ l’arrivo della bambina a stimolare la memoria di Lucia, ad aprire le porte che danno accesso al ricordo. Gli oggetti da cui è circondata, i suoni, i sapori, gli odori sono le tracce del suo passato. E’ da qui che inizia il viaggio, attraversare ancora una volta la vita fino ad arrivare all’età felice, l’infanzia. L’ inizio di tutto. Ad accompagnare il viaggio-racconto, due bizzarri scienziati che introducono e argomentano ciò che accade al cervello nel momento in cui una malattia neuro-degenerativa o il tempo ne compromettono le funzionalità. La creazione del ricordo è , invece, affidata alle voci, ai suoni e alle musiche di cui lo spettatore fa esperienza immersiva, grazie al binaural microphone, microfono in grado di riprodurre la tridimensionalità del suono come percepita dall’orecchio umano.

Il progetto nasce dal desiderio di raccontare due eventi naturali che hanno interessato il nostro vissuto nell'ultimo anno: la perdita di una nonna e l'arrivo di una nuova vita. La simultaneità di questi due accadimenti non ci è sembrata un caso. Abbiamo assistito alla crescita naturale di un essere umano che si affaccia alla vita e allo spegnersi di un’altra, prendere la stessa strada. La vecchiaia e l'infanzia, età anagraficamente distanti tra loro, ci sono sembrate incontrarsi in un punto non definito. Un punto senza tempo e senza spazio. Così nasce la nostra storia, la storia di Lucia De Rosa. Per costruire la drammaturgia, abbiamo ascoltato le donne anziane e i bambini che hanno risposto alle nostre domande sui ricordi. Grazie a loro, abbiamo costruito gli episodi di vita raccontati nello spettacolo, potendo arricchire la nostra ricerca, con l’immaginazione e la fantasia tipiche dell’infanzia. La dimensione del ricordo è completamente affidata alla sensorialità e al lavoro realizzato sui suoni, ricostruiti come richiamo, evocazione, stimolo, musica, fino a trovare l’origine: il White Sound. Il suono bianco, anche conosciuto come White Noise, è un suono continuo che si usa per far addormentare i neonati. La storia si articola in racconto sonoro con l’utilizzo del binaural microphone. La forza della tridimensionalità del suono che diventa materico apre lo spazio scenico all’immaginazione di ogni singolo spettatore.

Altri crediti: coproduzione
Dante Society London
Musiche originali
Santy Masciarò

Disegno luci
Lorenzo Montanini

Elementi scenici e costumi
Maria Isabel Albertini

Assistente alla regia
Louis Bernard

Traduzione italiano\inglese
Rossella Natale

Raccolta testimonianze
Roberta Niero

Realizzazione Video: Uncoso Factory


Produzione: Il Teatro nel baule - Teatro in Fabula

File scaricabili:
white.sound_.sinossi.e.note.di.regia.pdf

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Il Teatro nel Baule nasce cinque anni fa . Fin dal primo anno di lavoro insieme ci siamo posti come obiettivo la creazione di un progetto a lungo termine capace di rendere il teatro luogo di scambio, aperto al confronto e allo studio di diverse forme espressive. Pur avendo una formazione comune in mimo corporeo ognuno di noi ha perseguito una personale ricerca, studiando Commedia dell’arte, clownerie, biomeccanica e teatro- danza. Le competenze diversificate hanno arricchito la compagnia e hanno stimolato la ricerca di una poetica espressiva comune. Ricercare significa per noi ritrovare il senso primo del teatro: “luogo del vivo estrinsecarsi di istanze antropologiche comunque connesse all’urgenza di re-ligare (socio-culturalmente e sacralmente) uomo con uomo”(R.Tessard). Il corpo è il centro della nostra ricerca, il contenitore in cui le emozioni prendono forma divenendo visibili all’esterno; è attraverso il corpo dell’attore che la sua presenza si dilata, irradiando lo spazio scenico. Nei cinque anni di lavoro insieme abbiamo sviluppato un traning fisico e una pedagogia personali, sulla base delle competenze acquisite grazie allo studio delle diverse tecniche teatrali. Il nostro obiettivo è indagare un linguaggio del silenzio e del corpo, un linguaggio poetico in cui l’emozione, tradotta in forma piuttosto che in parola, crei una relazione profonda con chi l’osserva. Attualmente siamo anche impegnati in progetti educativi in differenti scuole sul territorio portando avanti la nostra attività pedagogica per adulti e bambini. Da otto anni abbiamo una scuola di formazione a Napoli con corsi di teatro per bambini e adulti, principianti e avanzati; sviluppiamo parallelamente un percorso di ricerca sulla maschera, sul corpo dell’attore e sulla voce. Ogni mese organizziamo presso la sede incontri-studio di danza, dizione e canto aperti sia ad allievi che ad altri professionisti del settore. Inoltre lavoriamo in diversi Istituti Scolastici e Para Scolastici con progetti pedagogici sulle fiabe.