Cookie
Questo sito si serve dei cookie di Google per le statistiche anonime e di quelli Youtube e Vimeo per la visualizzazione dei video. Se prosegui la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.
Leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie.
Chiudendo questo box ne accetti l'utilizzo.

Riflessioni

Claudia Caldarano
Regia: Claudia Caldarano
Drammaturgia: Alessandro Brucioni
Attori: danza: Claudia Caldarano e Maurizio Giunti Musica: Filippo Conti
Trailer: Link
Anno: 2020
Riflessioni è una performance di un’ora che riflette sul complotto dell’arte, che tratta con ironia dell’atto creativo e dell’appropriazione della creazione. Mette in relazione il mio percorso nella danza, nella prosa e nelle arti visive con gli studi sull’arte grafica incisoria al Bisonte di Firenze. A seguito del progetto Anatomia del respiro al Centro Luigi Pecci (https://claudiacaldarano.wordpress.com/anatomia-del-respiro/), ho maturato l’idea di sviluppare una performance su di una superficie specchiante e deformante. Una superficie che mi ha consentito di lavorare sull’alterazione del suo contenuto in base al punto di osservazione, e su come il corpo concreto possa tradursi in immagine astratta, e possa mutare in nuove visioni di sé, diventando macchia, forma geometrica, e ritmo ipnotico, come accade ai riflessi.

Questa performance riflette sul corpo come materia prima per “costruire” la nostra realtà, sulla verità e l’illusione, sull’esteriorità come esibizione e l’intimità come fuga, sulla propriocezione, su come il corpo sia oggetto, di studio artistico e scientifico, e soggetto insieme, e corpo operoso che mettendosi “in opera” diventa “un’opera”. I performer sono sia oggetti d’arte che artisti. La loro opera d’arte è il corpo umano vivo, una materia manipolabile, espressione di pulsioni maniacali, una “plastica” ridicola e commovente, costretta in un inevitabile corpo a corpo con il mondo, con l’altro e con se stessa. Lo spazio è concepito come una fucina che intrappola la dimensione fisica, un atelier in cui si succedono reciproci tentativi di “manipolazione”, controllo e scoperta di sé stessi e dell’Altro; rivincite ironiche e atti demiurgici per mettere in discussione i luoghi comuni sulla visione del corpo e sulla nozione di realtà.

La scenografia di Riflessioni è una struttura autoportante di specchio deformante, che può essere inserita in qualsiasi contesto.
Durante il processo creativo il work in progress di “Riflessioni” è stato ospitato a Contemporanea Festival nello spazio K Kinkaleri a Prato, a Vapore D’estate nello spazio Messina di Fabbrica del Vapore a Milano e al Deep Festival nella ex chiesa del luogo pio al Museo della Città di Livorno in forma di improvvisazione con il contrabbassista Gabriele Evangelista. Questa versione breve della durata di 30 minuti è diventata un site specific, una performance “modulare” che riflette la relazione con la specificità del luogo e l’incontro in improvvisazione con musicisti scelti per ogni situazione e per il desiderio reciproco di collaborare.
Nel site specific è incluso, riflesso nella scenografia, anche chi assiste alla performance. Ognuno può così mettere in relazione lo spazio individuale con lo spazio della comunità e della rappresentazione attraverso l’astrazione dello spazio deformante e secondo il proprio punto di vista. Qui lo spettatore è allo stesso tempo attore e autore della propria e altrui immagine.

Altri crediti: Supporto: Regione Toscana, Aiep Ariella Vidach Milano, Fattoria Vittadini Milano, Nuovo Teatro delle Commedie e Fondazione Teatro Goldoni Livorno, Contemporanea Festival Prato

premi: TheWorkRoom _ PerChiCrea Fattoria Vittadini e NaoCrea Aiep Ariella Vidach

Realizzazione Scene: Alessandro Brucioni, Giacomo Masoni, Monica Filippi


Ringraziamenti a: CCH e Gabriele Evangelista contrabbassista al Deep Festival

Nella performance sono presenti scene di nudo integrale.


Produzione: Produzione: mo-wan teatro

Per visualizzare il video integrale devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.

Per visualizzare la scheda tecnica devi essere registrato come operatore o teatro e aver eseguito l'accesso.

CLAUDIA CALDARANO
performer e artista visiva interessata alla distorsione della percezione, alla traduzione del corpo concreto in esperienza astratta, alla compartecipazione dello spettatore come ridefininente dei significati delle opere. Nella creazione predilige lo slancio intenzionale, l’intenzione poetica, l’intuizione e l’impegno verso il dubbio, al metodo, che adatta ad ogni contesto creativo facendo del processo e dell’imprevisto materia di svelamento del proprio senso di antagonismo. I suoi strumenti espressivi sono quelli messi a disposizione dal corpo senza limiti di genere linguistico. A volte utilizza dispositivi analogici da lei creati o ideati per coinvolgere il fruitore nella comunicazione. Fino ad ora ha cercato una contrattualità, un patto con il fruitore, specifico per ogni opera, allo scopo di indicare possibili ribaltamenti dei luoghi comuni della visione del corpo e della nozione di realtà sedimentati attraverso il dominio del maschile. Intende l’arte come lavoro demiurgico, come fatica, come sconfinamento per chi l’attua e chi ne fruisce, come moltiplicatrice di senso, e come rivelazione e disvelamento dell’opera stessa che si fa creatrice così come accade specificatamente nel danzare. Concepisce la danza come una tensione tra il reale e l’irreale tra il possibile e l’impossibile, e come movimento molto umano violento e profondamente dolce, espressione di un’inadeguatezza di fondo senza soluzioni, la danza come tentativo di costruzione e ricostruzione della propria “presenza”, la danza come scarica elettrica che eccita il corpo, come resistenza nel ritmo e nel sudore, come condizione di lucidità forsennata, di tattilità matematica, come esercitazione alla fuga, un dire delirante mantico maniaco pazzo gioioso, come invasamento, attraverso cui dire il proprio ascolto e sconvolgere, la nostra nozione di realtà.

Diplomata in Grafica d’Arte Incisoria al Bisonte (2017), Diplomata Attrice alla Paolo Grassi di Milano (2010), Diplomata Assistente Coreografo con Micha Van Hoecke (2006). Si forma in danza classica Vaganova con Marina Van Hoecke e in danza contemporanea partecipando a vari laboratori (es. Teri Waikel, Iris Erez, Arkadi Zaides), e incontri di improvvisazione, e alla Biennale College Danza (2013 e 2015).

Dal 2010 realizza proprie creazioni premiate nell’ambito dell’arte performativa e visiva, tra cui: nel 2020 vince Supernova Pergine Festival, NaoCrea e theWorkRoom, nel 2019 OfficineCaos, Corto in danza e Anghiari dance hub, nel 2017 espone al Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato come Finalista a TU 35 EXPANDED e per il Premio di incisione “Giuseppe Maestri” di Ravenna, e le sue Stampe sono state segnalate dalla giuria del premio “Combat Prize”e pubblicate in tutti i rispettivi cataloghi, nel 2013 è semifinalista al Premio Scenario e riceve la nomina di miglior spettacolo del Festival Trasparenze, nel 2012 vince il premio Artu, Vetrina GDA Network Anticorpi XL e Mosaico Danza. I suoi spettacoli sono stati ospitati per esempio a Contemporanea Festival (Po), Festival Interferenze (Te), Teatro Cantiere Florida (Fi), Festival La Democrazia del corpo (Fi), Festival Inequilibrio (LI), Festival Ammutinamenti (Ra), Festival Trasparenze/ Teatro dei Segni (Mo), Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Po), Fondazione Merz (To), Salone degli Scheletri del Museo La Specola (Fi), Museo della Città (Li).

Ha collaborato in modo stretto alla realizzazione di due spettacoli selezionati nel 2020 per la Biennale Teatro e per la Biennale danza: “Pandora” del Teatro dei Gordi (Compagnia sostenuta dal Teatro Franco Parenti di Milano che nel 2019 vince il Premio Hystrio-Iceberg, e nel 2015 vince il bando ‘funder 35’ ‘T.R.E.), e “Posare il tempo” di Claudia Catarzi (produzione de La Manufacture – Centre Chorégraphique National Bordeaux).

Lavora come attrice e danzatrice per, tra gli altri, Company Blu, Aldes, Aia Taumastica e con continuità dal 2014 con la Compagnia Virgilio Sieni di cui è danzatrice, anche solista ed è stata assistente per “l’Accademia sull’arte del gesto”. Ha posato come modella per l’artista Moataz Nasr (Galleria Continua), CCH (Galleria Niccoli) e per The Florence Academy of Art.

È socia fondatrice di mo-wan teatro con cui organizza il Deep Festival.