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Riflessioni - ep.I

Claudia Caldarano
Regia: Claudia Caldarano
Drammaturgia: Alessandro Brucioni
Attori: Danza: Claudia Caldarano e Maurizio Giunti (o Maria Novella Tattanelli) Composizione musicale: Filippo Conti Esecuzione musicale: Giacomo Masoni
Trailer: Link
Anno: 2021
Adatto a: VM14
Riflessioni è una serie di performance transdisciplinari che mettono al centro della scena l’esposizione del corpo, la sua fragilità, la sua capacità di agire, di avere “presa” sul reale come accade nella condizione di vulnerabilità del processo creativo, del fare e disfare, che è la pratica dell’arte del fallimento.
Riflessioni è una sorta di autopsia dell’atto creativo. È come se ci trovassimo in una sala autoptica, un luogo in cui vedere coi nostri occhi come siamo fatti, e per scoprire come ci sentiamo internamente nel tentativo di mettere in moto questo nostro corpo, di porlo in azione per riconquistare la vitalità. È un’insieme di riflessioni sul corpo, sulla presenza e sull’atto creativo; sulla capacità dell’arte di trasformare oltre che di rappresentare, di farsi sperimentale, di sovvertire il paradigma visivo del guardare con quello del contatto e produrre una nuova corporeità.
Il corpo vivo è la materia prima che noi indaghiamo quando danziamo, e l’assenza della distanza che abbiamo da noi stessi ci impedisce di poterci comprendere del tutto. Le nostre difese, il narcisismo, le manie; una certa presunzione di realtà.
In un Atelier di superficie specchiante e deformante in cui l’esposizione della carne diventa immagine astratta e visione singolare, riflettiamo sul corpo come materia prima, grezza e primordiale, per “costruire” la nostra realtà e illusione. Lo specchio deformante mette i corpi vivi in scena difronte ad altri corpi vivi e i loro riflessi ponendo così l’illusione accanto al suo meccanismo illusorio.
I performer sono insieme oggetti d’arte e artisti, e la loro opera d’arte è il corpo umano vivo, il “corpo operoso” e sensibile, una materia manipolabile, espressione di pulsioni maniacali, una “plastica” ridicola e commovente, costretta in un inevitabile corpo a corpo con il mondo, con l’altro e con se stessa, che, mettendosi “in opera”, diventa “opera”, e mette in scena la sacralità e la banalità dell’arte in una sorta di Teatro Anatomico.

In riflessioni il genere del corpo manipolato porta l’attenzione del pubblico su argomenti di genere e dunque di potere. Per questo motivo la serie al momento è composta di due episodi:
- Riflessioni (ep. I) in cui Caldarano manipola il corpo di Maurizio Giunti
- Riflessioni (ep. II) in cui Caldarano manipola Maria Novella Tattanelli

Il percorso creativo è iniziato nel 2020. Lo spettacolo ha raggiunto la sua versione definitiva per Pergine Festival 2021. Non ci è stato ancora un debutto ufficiale.
L’episodio II ha ottenuto il premio della giuria CrashTest 2021.
Durante il processo creativo il work in progress di “Riflessioni (ep. I)” è stato ospitato a Contemporanea Festival nello spazio K Kinkaleri a Prato, a Vapore D’estate nello spazio Messina di Fabbrica del Vapore a Milano e al Deep Festival nella ex chiesa del luogo pio al Museo della Città di Livorno in forma di improvvisazione con il contrabbassista Gabriele Evangelista.

Generi: Danza, Teatro-danza, Performance, Installazione

Tags: autopsia, atto creativo, deformazione, specchio

Altri crediti: Realizzazione Scene: Alessandro Brucioni, Giacomo Masoni, Monica Filippi

Produzione: mo-wan teatro

Supporto: Regione Toscana, Aiep Ariella Vidach e Fattoria Vittadini Milano, Nuovo Teatro delle Commedie e Fondazione Teatro Goldoni Livorno, Contemporanea Festival Prato

Premi: vince il Premio della giuria CrashTest 2021, è semifinalista a IN-BOX 2021, riceve la menzione speciale InterplayStillDigital 2021, vince NaoCrea 2020 e theWorkRoom_PER CHI CREA di Fattoria Vittadini 2020

Ringraziamenti a: CCH e Gabriele Evangelista

Nella performance sono presenti scene di nudo integrale.


Produzione: Produzione: mo-wan teatro

File scaricabili:
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CLAUDIA CALDARANO
performer e artista visiva interessata alla distorsione della percezione, alla traduzione del corpo concreto in esperienza astratta, alla compartecipazione dello spettatore come ridefininente dei significati delle opere. Nella creazione predilige lo slancio intenzionale, l’intenzione poetica, l’intuizione e l’impegno verso il dubbio, al metodo, che adatta ad ogni contesto creativo facendo del processo e dell’imprevisto materia di svelamento del proprio senso di antagonismo. I suoi strumenti espressivi sono quelli messi a disposizione dal corpo senza limiti di genere linguistico. A volte utilizza dispositivi analogici da lei creati o ideati per coinvolgere il fruitore nella comunicazione. Fino ad ora ha cercato una contrattualità, un patto con il fruitore, specifico per ogni opera, allo scopo di indicare possibili ribaltamenti dei luoghi comuni della visione del corpo e della nozione di realtà sedimentati attraverso il dominio del maschile. Intende l’arte come lavoro demiurgico, come fatica, come sconfinamento per chi l’attua e chi ne fruisce, come moltiplicatrice di senso, e come rivelazione e disvelamento dell’opera stessa che si fa creatrice così come accade specificatamente nel danzare. Concepisce la danza come una tensione tra il reale e l’irreale tra il possibile e l’impossibile, e come movimento molto umano violento e profondamente dolce, espressione di un’inadeguatezza di fondo senza soluzioni, la danza come tentativo di costruzione e ricostruzione della propria “presenza”, la danza come scarica elettrica che eccita il corpo, come resistenza nel ritmo e nel sudore, come condizione di lucidità forsennata, di tattilità matematica, come esercitazione alla fuga, un dire delirante mantico maniaco pazzo gioioso, come invasamento, attraverso cui dire il proprio ascolto e sconvolgere, la nostra nozione di realtà.

Diplomata in Grafica d’Arte Incisoria al Bisonte (2017), Diplomata Attrice alla Paolo Grassi di Milano (2010), Diplomata Assistente Coreografo con Micha Van Hoecke (2006). Si forma in danza classica Vaganova con Marina Van Hoecke e in danza contemporanea partecipando a vari laboratori (es. Teri Waikel, Iris Erez, Arkadi Zaides), e incontri di improvvisazione, e alla Biennale College Danza (2013 e 2015).

Dal 2010 realizza proprie creazioni premiate nell’ambito dell’arte performativa e visiva, tra cui: nel 2020 vince Supernova Pergine Festival, NaoCrea e theWorkRoom, nel 2019 OfficineCaos, Corto in danza e Anghiari dance hub, nel 2017 espone al Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato come Finalista a TU 35 EXPANDED e per il Premio di incisione “Giuseppe Maestri” di Ravenna, e le sue Stampe sono state segnalate dalla giuria del premio “Combat Prize”e pubblicate in tutti i rispettivi cataloghi, nel 2013 è semifinalista al Premio Scenario e riceve la nomina di miglior spettacolo del Festival Trasparenze, nel 2012 vince il premio Artu, Vetrina GDA Network Anticorpi XL e Mosaico Danza. I suoi spettacoli sono stati ospitati per esempio a Contemporanea Festival (Po), Festival Interferenze (Te), Teatro Cantiere Florida (Fi), Festival La Democrazia del corpo (Fi), Festival Inequilibrio (LI), Festival Ammutinamenti (Ra), Festival Trasparenze/ Teatro dei Segni (Mo), Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Po), Fondazione Merz (To), Salone degli Scheletri del Museo La Specola (Fi), Museo della Città (Li).

Ha collaborato in modo stretto alla realizzazione di due spettacoli selezionati nel 2020 per la Biennale Teatro e per la Biennale danza: “Pandora” del Teatro dei Gordi (Compagnia sostenuta dal Teatro Franco Parenti di Milano che nel 2019 vince il Premio Hystrio-Iceberg, e nel 2015 vince il bando ‘funder 35’ ‘T.R.E.), e “Posare il tempo” di Claudia Catarzi (produzione de La Manufacture – Centre Chorégraphique National Bordeaux).

Lavora come attrice e danzatrice per, tra gli altri, Company Blu, Aldes, Aia Taumastica e con continuità dal 2014 con la Compagnia Virgilio Sieni di cui è danzatrice, anche solista ed è stata assistente per “l’Accademia sull’arte del gesto”. Ha posato come modella per l’artista Moataz Nasr (Galleria Continua), CCH (Galleria Niccoli) e per The Florence Academy of Art.

È socia fondatrice di mo-wan teatro con cui organizza il Deep Festival.