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Il Minotauro (una ballata)

LIBERITEATRI
Regia: Nina Lombardino/Dario Ferrari
Drammaturgia: Lombardino/Ferrari
Attori: DARIO FERRARI
Trailer: Link
Anno: 2019

Il Minotauro (una ballata) adattamento scenico liberamente ispirato a un testo di Friedrich Dürrenmatt.
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E se l’essere metà uomo e metà toro non fosse un mostro?Abbiamo sempre letto il mito del Minotauro come apologo della brutalità mostruosa sconfitta dall’astuzia di Arianna e dall’eroismo di Teseo.Dürrenmatt utilizza il labirinto come simbolo del mondo infido e spietato in cui siamo intrappolati,mondo che altrove ha definito come “una polveriera in cui non è vietato fumare”.
Abbiamo sempre letto il mito del Minotauro come apologo della brutalità mostruosa sconfitta dall’astuzia di Arianna e dall’eroismo di Teseo.
Friedrich Dürrenmatt rovescia il punto di vista: e se l’essere metà uomo e metà toro non fosse un mostro? Nato dalla bizzarra attrazione scatenata da uno smagliante bovino in Pasifae, figlia del dio Sole e sorella della maga Circe, il Minotauro è rinchiuso dal patrigno Minosse nel labirinto costruito per lui da Dedalo (da cui la metonimia). Quindi, viene incarcerato per un peccato non commesso dal momento che non lo si può ritenere responsabile dell’insana passione adulterina all’origine del suo concepimento.

Produzione: Liberiteatri/teatro delle balate

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    Spazio scenico
    camera nera, 6x5

    Impianto luci
    Luci: 6 pc posizionati a terra (500_1000)
    2 pc piazzato (1000)
    gelatine
    centralina e dimmer adeguati allo spazio

    Impianto audio
    audio: microfono shure classico+asta mic.
    impianto audio idoneo allo spazio
    monitor audio palcoscenico
    impianto audio e mixer audio adeguati
    allo spazio
    una sedia/sgabello

    Tempo montaggio
    2 ore montaggio
    1 ora smontaggio

    Referente tecnico
    DARIO FERRARI
    Tutto inizia da una strada e una piazza... al centro, lì, proprio sulla piazza, davanti al grande Teatro Politeama, Dario Ferrari e Nina Lombardino, privi di un teatro o altro luogo simile, mettono in scena tutte le domeniche (pioggia permettendo) i loro spettacoli. Si recano puntualmente all'ufficio Annona di Palermo e lì prendono in affitto la piazza. Così, muniti da regolari permessi si esibiscono in compagnia di un pubblico di passanti e di stanti. E' il 1999 e nasce Liberiteatri. Successivamente fondano il Teatro Trenta ... ma attenzione... non è un teatro vero e proprio... non è affatto un “teatro”. E' una stanzetta di circa 17 metriquadri, all'interno della loro casetta di 30 metriquadri complessivi, nella quale fanno i loro spettacoli. Che poi sarà anche un basso alla Kalsa. Riescono magicamente a farci entrare 30 spettatori, da qui il nome. Nel 2007 con una azione autofinanziata attuano il recupero di uno spazio comunale diventato “discarica” all’interno dell’antico quartiere dell’Albergheria (Ballarò) di fronte la chiesa di S. Maria delle Balate (1631) dove creano l’odierno “ Teatro delle Balate” – “dalla tradizione alla sperimentazione”
    Le loro produzioni da allora a oggi: "Marta e Giovanni", "The Single Show", "Pensiero a due voci", "Anima e Corpo", "Skatò", "Musica e Battaglia, "L'ospite" (di Giuseppe Drago), "Sputo" di Umberto Marino, "Sud, pensieri parole opere e omissioni", “Amleton”, “Ella” di Herbert Achternbusch (coproduzione Goethe institute di Palermo), “A.A.” (su testi di Antonin Artaud), “Je Suis”, “Malamente”,“Nero”, “Buzzatiana” (La giacca stregata e I topi di Dino Buzzati), IL Mago Hoffmann (riscrittura di Nina Lombardino da L’uomo della sabbia di Hoffamann – coproduzione Goethe institute di Palermo) “"Campo di grano con corvi"” “Tradimenti effettuato in occasione della XXX ed. del Festival “Benevento Città Spettacolo”; Fuoco (ballata triste) Festival di Santarcangelo_Anno Solare ed 2013;“Sogni da Tahar Ben Jelloun e da Freud” La mite di Fedor Dostoevskij e “Turpis, Gyrovagus, Vanus”