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Vieni su Marte

VicoQuartoMazzini

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Michele Altamura, Gabriele Paolocà

Drammaturgia: Gabriele Paolocà

Attori: Michele Altamura, Gabriele Paolocà

Altri crediti: scene Alessandro Ratti luci Daniele Passeri costumi Lilian Indraccolo riprese e video editing Raffaele Fiorella, Fabrizio Centonze tecnica Stefano Rolla con il sostegno di Officina Teatro, Kilowatt Festival, Asini Bardasci, 20Chiavi Teatro Con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”

Parolechiave: Marte, altrove, partenza, umano, desiderio

Produzione: VicoQuartoMazzini / Gli Scarti

Anno di produzione: 2018

Genere: Prosa

Nel 2012 è stato avviato un progetto dal nome Mars One con l'intento di costruire una colonia

permanente su Marte. Per essere selezionati si doveva postare un video su internet in cui motivare

il desiderio di divenire per sempre “marziani”. Le candidature arrivate sono state 202.568.

Ora, cos'è che vogliamo veramente da Marte? Non sarà soltanto l'ennesima trovata per non

occuparci del presente? Per distogliere lo sguardo da questa esistenza che scorre tra le dita, e noi

lì con l'artrosi?

Quando non si può avere la realtà, un sogno vale la realtà, allora ecco che forse Marte è soltanto

una metafora, il sogno di un altrove, di una terra promessa. Siamo andati ovunque su questa terra

eppure di Dio nessuna traccia. Ma ecco la nuova moda: emigrare su Marte, per riempire un vuoto

di senso grande come l'universo.

VIENI SU MARTE parte da questa riflessione e si sviluppa poi in un caleidoscopio esistenziale,

uno zibaldone dell'umanità che attraverso diverse storie vuole affrontare il tema della partenza,

intesa come scelta o come imposizione, come il moto a luogo che da sempre definisce l'umanità e

il suo essere in un disequilibrio costante tra la voglia di cambiamento e il desiderio di affermazione.

Un maestro chiamato a insegnare in un piccolo paesino marziano abitato da bifolchi; due sorelle

che abbandonano la Terra perché in lite con i genitori; due cattivi ragazzi di provincia che assistono

all'esodo dei “negri” su Marte; una vecchia con un marito defunto che ha espresso il desiderio di

essere seppellito su Marte; un barbone attore e il suo desiderio di mettere in scena Thomas

Bernhard su Marte perché lì finalmente sarà compreso (lui o Bernhard?). E in mezzo a tutta questa

umanità c'è il povero marziano, occupato e seviziato attraverso sedute psicanalitiche che lo

porteranno a “comprendere l'umano”; perché desiderare l'altrove, ricercarlo costantemente o

almeno sognarlo è una prerogativa umana. Per comprendere chi è disposto a lasciare tutto e

partire senza possibilità di ritorno verso Marte bisogna essere umani, profondamente umani, con

tutte le imperfezioni, le paure, i vuoti e le contraddizioni che sono incise nel nostro DNA.

Raccontiamo di questo in VIENI SU MARTE oppure, più precisamente, dell'uomo che va alla

ricerca di una pozza d'acqua dove, specchiandosi, possa finalmente incontrare un marziano.

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