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Garwalf

Dynamis
Regia: Andrea De Magistris e Giovanna Vicari
Drammaturgia: Andrea De Magistris e Giovanna Vicari
Attori: Marta Vitalini e Francesco Turbanti
Anno: 2016
Garwalf è un’azione performativa concepita come un atto inclusivo in cui il pubblico è agente del
processo scenico. Una tenda da campeggio accoglie gli spettatori volontari che si trovano imbrigliati in un' alternanza veglia/sonno. Ogni volta che scende la notte un partecipante viene ucciso ed è costretto ad abbandonare Il gioco. Ciascuno dei partecipanti ha un’identità variegata, un corollario di maschere che condiziona le relazioni con il resto della comunità interna e i sopravvissuti dovranno sfruttarle al meglio per individuare il colpevole, pianificare vie di fuga e strategie di autodifesa.
Dalle prime fasi di studio la ricerca si è incentrata sulle possibili strade di narrazione delle interazioni con le tecnologie digitali. Gradualmente abbiamo stretto il focus sull’uso della maschera nei dispositivi social, spazi dove ci concediamo spesso senza riserve, poco consapevoli dell'archivio di informazioni che mettiamo a disposizione. Una profilazione collettiva e consensiente in cui il meccanismo ricattatorio di un mondo trasparente, senza ombre, sta contribuendo a ridurre le nostre maschere, nel tentativo tirannico di abolirle. Garwalf cerca di stimolare una riflessione sulla consapevolezza e l’uso differenziato dei propri io, provocando il nostro rapporto con la “verità”.
Siamo certi di attribuire sempre lo stesso valore alla “verità”? Chi si comporterebbe nello stesso modo con un genitore, un professore, un vecchio amico, un collega, un amante? chi vorrebbe guardare a due di queste figure con gli stessi occhi? Differenziare le nostre interazioni contribuisce a fortificare la nostra identità, la rende complessa, elastica e unica. Le nostre identità digitali sono costruite su richieste sempre più specifiche ed esplicite di informazioni: cosa penso, dove sono, con che gruppi mi identifico, con chi non voglio avere nulla a che fare. Tutto è dichiarato e chiaro in una società vera, che non lascia spazio alla menzogna, accecata dall'abbaglio della trasparenza.
Garwalf cerca di inquadrare la tecnologia digitale attraverso la presa di coscienza di un dispositivo prettamente teatrale: la maschera, elemento della personalità complessa, strumento di un gioco alla sopravvivenza.
Nei mesi sono state esplorate possibilità di sviluppo del progetto performativo attraverso incontri di studio, laboratori teatrali aperti, laboratori nelle scuole, presentazioni, sperimentazioni collettive. La performance, nella forma che ha oggi, è la sintesi di tutti i contributi al lavoro.

Produzione: Dynamis, Teatro Vascello, Pim Off, Mama Umbria International, Ocra Scuola Permanente dell' Abitare

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    DYNAMIS nasce e lavora a Roma, dove conduce la sua ricerca quotidiana attraverso la sperimentazione di diverse forme espressive,muovendosi su tre assi: la Formazione, la Ricerca, la Produzione.
    Promuove attività formative per attori professionisti, studenti universitari, amatori, bambini e adolescenti per stimolare l'incontro e la comunicazione tra le persone, per riattivare uno sguardo collettivo attento, partecipe e critico.
    Il percorso di ricerca si affina in contatto con i ragazzi, con cui DYNAMIS esplora, attraverso laboratori nei licei, work-shop intensivi, percorsi di formazione e progetti performativi, nuovi punti di vista e diverse possibilità di approccio agli spazi e alle offerte culturali della città.
    La proposta formativa è mirata in particolare alla partecipazione al mondo teatrale, nell'intento di avvicinare e formare il nuovo possibile pubblico di domani.

    La ricerca del gruppo è incentrata sullo studio delle dinamiche sceniche, nel tentativo di superare le strutture teatrali abituali. La decostruzione dei processi della messa in scena è mossa dall'obiettivo di esplorare un linguaggio performativo altro e dinamico, in potenziale continua trasformazione. Questo stato di mutamento è anzitutto legato alla natura degli stimoli scelti, di volta in volta, come oggetto di indagine.

    Il processo di smarrimento nell'urbano è lo strumento prediletto di ricerca, la provocazione necessaria per educarsi ad un punto di vista autentico dell'abitare, nel senso più ampio, pianeti, architetture, contesti culturali, spazi sociali.
    Legata alla tecnica psicogeografica della deriva, già dadaista, surrealista e poi situazionista, l'esplorazione senza punti di riferimento è alla base delle pratiche di azione collettive e individuali. L'ambiente attraversato è fucina di materiale e gli stimoli urbani sono, tradotti, l'alfabeto espressivo e la materia grezza dell'azione scenica.

    Le drammaturgie prediligono dunque le dimensioni del reale e sono il risultato di contributi affidati a partiture definite, a regole ritmiche precise, condizionate però dagli umori del vissuto quotidiano.

    Tutti i laboratori sono contaminati dai temi affrontati da DYNAMIS nella sua ricerca per i progetti produttivi. Formazione, Ricerca e Produzione sono radicalmente legate e chi segue i percorsi proposti è chiamato a partecipare alle tematiche di indagine su cui il gruppo sta lavorando.
    I percorsi formativi sono organizzati attorno alla comunità di lavoro quale condizione necessaria per lo sviluppo armonico dei tre centri individuali: quello fisico, quello intellettuale, quello emotivo. L'educazione al lavoro condiviso e comunitario si incentra, nella pratica teatrale, sullo studio della Biomeccanica di Vsevolod Mejerchol'd, come disciplina guida all'azione scenica e ai principi di organizzazione.