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Chi ama brucia. Discorsi al limite della Frontiera

ORTIKA
Regia: Alice Conti
Drammaturgia: Alice Conti e Chiara Zingariello
Attori: Alice Conti
Trailer: Link
Anno: 2014

L'indigeno è l'essere chiuso in un recinto_ F. Fanon
Tratto da interviste a lavoratori ed ex reclusi di un CIE italiano.
Da qui. Dalla città fantasma dentro la città reale. Dal CIE - Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri; in Italia mezzo milione di persone vi sono passibili di internamento fino a 18mesi. Si tratta di cittadini stranieri che non hanno un documento di soggiorno valido: i clandestini, una categoria che questo luogo serve a creare e che non esiste se non in relazione a questo luogo. Il Campo crea e rinomina attraverso le sbarre i corpi delle persone che confina; c'è un destino nell'assegnazione di uno spazio. La Crocerossina in uniforme d'accoglienza ci guida dentro il suo campo da gioco, danza paternalista i turni, canta chiusa in ufficio, dalla radio le voci dei prigionieri. Un viaggio dentro il Campo, le sue regole e il suo linguaggio orwelliano, dentro uno sguardo ravvicinato e miope sull'altro. Il Campo introduce nello spazio civile della città un'eccezione inquietante e antica: le persone vi sono recluse non per qualcosa che hanno fatto ma per qualcosa che sono. Il Campo è una struttura para-carceraria che però non è sottoposta alle leggi della città né alle garanzie del carcere perché è stato costruito per far fronte ad un'emergenza e viene gestito sotto l'egida dell'accoglienza. Un luogo chiuso, segreto e separato dentro cui si realizza un disciplinamento che passa attraverso la scomparsa del corpo dei migranti. Un luogo rimosso dal panorama e censurato dai discorsi pubblici dove tutto è il contrario di tutto - i detenuti sono Ospiti e le celle Stanze d'albergo – che ho tentato di ricostruire sulla base dei racconti di chi lo ha vissuto. Per cercare di illuminare i meccanismi statali, amministrativi, legislativi e legali con cui si crea la clandestinità e che tendono a rimanere invisibili. La ricerca e lo spettacolo vogliono gettare uno sguardo antropologico su noi, sulla nostra società e sul modo in cui costruiamo l'immagine e l'identità degli altri, gli stranieri, i migranti, gli esuli.
In scena la Crocerossina: dal suo ufficio-tana disegna una mappa e la attraversa come un videogioco. Cittadina italiana che chiede di restare anonima, clandestina, riceve le richieste degli Ospiti, somministra cibo e psicofarmaci, conta dei prigionieri. Volontaria con stipendio, assunta tramite agenzia interinale si fa portatrice di un discorso razzista perfettamente comprensibile, giustificabile, di senso comune. Un testo di parole realmente pronunciate che si svolge sul limite ambiguo del linguaggio, tra cura e controllo, tra umanitario e securitario dove si collocano e grazie a cui possono esistere luoghi d'eccezione come il Campo stesso. Compare infine la Garante: e' un personaggio politico che dovrebbe occuparsi dei diritti delle persone recluse ma che nel Campo non è mai entrata perché – ammette con candore – “queste persone sul territorio non esistono”.

Altri crediti: Disegno luce, audio, scene Alice Colla
Musiche Elia Pedrotti
Costumi Eleonora Duse
Assistente scene Giuseppe Cipriano
Assistente produzione Valeria Zecchinato

Produzione: Trento Spettacoli

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Spazio scenico
8x6, h5 quadratura nera con quinte e fondale.
Macchina del fumo.Si segnala l’uso di farina su palco.

Impianto luci
Piazzato frontale con 2 frontali e 2 controluce, 5 spot, 2 tagli a terra , 3 controluce singoli, 2 domino a terra, corrente elettrica diretta 220V in presa civile su palco. Per un totale di: 13 pc, 2 domino, 1 par cp60, almeno 12 canali dimmer (max 18), almeno 6kw (max 12), Luce di sala dimmerabile, se non presente, con altri 2 domino. Consolle luci programmabile.

Impianto audio
Ingresso audio da computer e monitor spia su palco per attrice con impianto di amplificazione adeguato allo spazio e mixer audio.

Tempo montaggio
5 ore
1 ora

Referente tecnico
Alice Colla 328 3658969 alicecolla@gmail.com
ORTIKA è un gruppo teatrale nomade.
Nasce dalla collaborazione artistica e umana tra Alice Conti, ideatrice, regista e performer, Chiara Zingariello, scrittrice, Alice Colla, disegnatrice luce e videomaker, ed Eleonora Duse costumista, e si sviluppa dal 2011 in una serie di progetti teatrali e perfomativi.
Portiamo in scena le storie della contemporaneità surreale, compenetrando linguaggi scenici diversi (corpo, luce, parola, canto) e parlando della ferocia del presente. Reinterpretiamo la contemporaneità in chiave fisica, visiva, musicale e tragicomica. A partire da testi della realtà ORTIKA opera una riscrittura che sia rivoluzione di senso, che sposti lo sguardo rendendo “quotidiano ciò che e esotico ed esotico ciò che è quotidiano”. Crediamo e cerchiamo di realizzare la possibilità che il teatro, come strumento di visione e reinterpretazione della realtà sia una minuscola forma di rivoluzione.

Nel 2014 con lo spettacolo 'Chi ama brucia' ORTIKA vince il bando Anteprima, il Festival
Direction Under30 e il Premio Giovani Realtà del Teatro - giuria giornalisti; nel 2015
riceve il patrocinio di Amnesty International e vince il bando Festival 20 30; nel 2017 è selezione INBOX, vincitore bando Teatro delle Differenze e tra i vincitori Premio Sonia Bonacina (3° posto).

Collaborano con noi alla creazione dei lavori Veronica Lucchesi – attrice e cantante, Silvia Pinna –
fotografa, Chiara Osella – cantante lirica, Carlo Massari C&C – performer, Luigi Zoner –videomaker, Nicola Boursier, Davide Franchini, Lorenzo Zanghielli - musicisti.

TEATROGRAFIA
2011_ “On incompleteness of Life”
creazione per WTC Torino, installazione site-specific per 7 performer e una cantante lirica. Museo dell'umanità ossessionata dentro gli uffici di una storica fabbrica torinese dismessa.

2012_ “Amy&Blake. Concerto per le ultime parole d'amore”
spettacolo tragicomico musicale sulla dipendenza dedicato all'eroina contemporanea che – al posto nostro – ha vissuto tutto, ha amato tanto ed è bruciata in fretta: Amy Winehouse. Tutt'ora in tournée in italiano e in inglese in spazi sia teatrali che non. Finalista Fringe Napoli 2012

2014_ “Chi ama brucia. Discorsi al limite della Frontiera”
spettacolo sui “campi di accoglienza” per migranti basato sulle interviste a lavoratori ed ex reclusi di un C.I.E. (Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri). Con questo spettacolo la compagnia ha ricevuto diversi riconoscimenti: selezione Premio Dante Cappelletti 2013 e nel 2014 vincitore Anteprima (PI), menzione giuria Scandalo! (BZ), vincitore Festival Direction Under30 (RE), vincitore Premio Giovani Realtà del Teatro (UD) – giuria giornalsti, nel 2015 riceve il patrocinio di Amnesty International, vince il bando Festival 20 30 (BO); nel 2017 è selezione INBOX, vincitore bando Teatro delle Differenze (BO) e tra i vincitori Premio Sonia Bonacina (3° posto).

2016_ "ERINNI. O del rimorso"
Sul talento e sulla responsabilità di realizzarlo. Uno spettacolo sulla depressione - la Cosa Brutta David Foster Wallace - ciò che si innesca quando rinunci a qualcosa che hai desiderato una vita intera. Ripercorrendo le tappe di quello che Jung chiamerebbe un “viaggio notturno in mare”, una ragazza oltrepassa la soglia del coraggio e discende nel suo “dentro”, il luogo più buio della nostra contemporaneità; fronteggia il suo inconscio rimosso, incontra la sua Ombra.
Finalista Premio Giovani Realtà del Teatro, 2015; Finalista Festival Direction Under 30 2016

in lavorazione 2017-2018 "STRATR★IA"
Indagine su corpo femminile e potere. La piccola comunità di Troiaio viene sconvolta dalla scomparsa della ragazza S. Dal pulpito di un pubblico spettacolo o di un pubblico processo una serie di personaggi maschili sfila, la ricorda, la racconta. Qui si racconta di un corpo femminile che è sempre stato definito dall’esterno. Ora quel corpo – cavallo di Troia – non si trova più.
A partire da materiali dalla realtà – gli atti di processo per stupro, la retorica della “follia d'amore” nei femminicidi, i grumi del linguaggio – uno spogliarello della società sui temi della misoginia e della violenza.