Regia: Valeria D'Angelo
Drammaturgia: Valeria D'Angelo
Attori: Viola Centi
Other credits:
Key words: mito, danza contemporanea, lavagna luminosa, crescita, errore
Production: Teatro del Mediterraneo e TeatrEuropa
Year of production: 2026
Theatrical genre: Children's theatre (6-11) Dance theatre Figure
Sinossi
Quante strade bisogna sbagliare prima di trovare la strada giusta ed uscire dal labirinto?
La storia di Arianna e del suo filo, messa in scena attraverso il dialogo tra danza e proiezioni, insegna l'arte di sbagliare e di convivere con i propri errori. Ognuno di noi vive in un labirinto e dentro di sé ne coltiva un altro: Arianna ci insegna a conoscerlo, a non fermarci di fronte a un bivio, a una scelta o alle proprie paure, spingendoci ad andare avanti con la certezza che, finché non perdiamo il filo, riusciremo sempre a ritrovare noi stessi.
Note di Regia e Linguaggio Artistico
Questo spettacolo nasce come secondo episodio di una trilogia per l'infanzia al femminile. Se il primo capitolo affrontava la relazione con l'altro, Arianna mette al centro la relazione con se stessi e il percorso di crescita personale. Per restituire questa "lettura del sé", lo spettacolo impiega il linguaggio visivo della lavagna luminosa e delle ombre: disegni e immagini proiettate fungono sia da ambientazione scenica sia da specchio della mente della protagonista.
Lo spazio scenico è immacolato, delimitato da uno schermo e da una moquette bianca, che diventano di volta in volta il labirinto, i confini dell'isola di Nasso e il luogo dell'affermazione d'identità. Il paesaggio sonoro attinge a sonorità mediterranee ed evocative per accompagnare il corpo dell'attrice, che intreccia narrazione e danza degli stati emotivi. Lo spettacolo invita il giovane pubblico a farsi spettatore critico e attivo di una vicenda mitologica profondamente umana.
Profilo della Compagnia
La Compagnia Teatro del Mediterraneo nasce nel 1986 per volontà del regista Orlando Forioso e della coreografa Donatella Centi, con l'obiettivo di far dialogare il patrimonio coreutico e narrativo tradizionale con i linguaggi performativi contemporanei. La compagnia ha presentato le proprie produzioni su palcoscenici italiani e internazionali (Europa e Sud-America), esplorando l'accessibilità e l'inclusione linguistica (LS) e ottenendo riconoscimenti tra cui il 1° Premio al Concorso "Coreograficamente" presieduto da Lindsay Kemp (2018). Con progetti come la call aDoc e produzioni quali Diciassette, UHT e Quelle Odyssée, la compagnia continua a trasformare la ricerca sul patrimonio immateriale in dispositivi di innovazione scenica.
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