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Gelone

I Trovatori

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose Other
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Regia: Giuseppe Vignieri

Drammaturgia: Giuseppe Vignieri

Attori: Giuseppe Aiosi, Delia Oddo, Giuseppe Vignieri

Other credits: Musiche: Giuseppe Aiosi
Aiuto regia: Vincenzo Costanzo
Scene: Maura Cattano
Da un romanzo di: Roberto Tedesco
Su consulenza di: Domenico Targia
Consulenza artistica: Aurelio Gatti
Luci: Francesco Norata

Key words: Gelone, Teatri di Pietra, battaglia di Himera, teatro calssico, mito

Production: Nato su richiesta di Aurelio Gatti per i Teatri di Pietra 2026, Gelone è una produzione che riporta in scena un mito dimenticato, trasformando il pubblico in compagnia e coro.

Year of production: 2026

Theatrical genre: Prose Other

Un’attrice e un musico attendono insieme al pubblico l’arrivo del capocomico per la prima lettura di Gelone, un testo antico e quasi sconosciuto dedicato alla figura del tiranno di Siracusa e alla battaglia di Imera del 480 a.C. Gli spettatori non sono semplici osservatori: sono i membri della compagnia convocati per iniziare le prove. L’atmosfera iniziale è segnata da una certa diffidenza. L’attrice e il musico, come gli altri “attori” presenti in sala, mostrano perplessità davanti a un’opera priva di tradizione scenica e lontana dai grandi miti più conosciuti. Chi è Gelone? Perché raccontare una storia che nessuno ricorda? L’arrivo del capocomico cambia però la prospettiva. Con entusiasmo e ostinazione, egli difende il testo, mostrando come dietro la vicenda di Gelone si nascondano temi sorprendentemente attuali: il rapporto tra potere e responsabilità, la guerra, il consenso, la memoria, la gloria e il prezzo umano della vittoria. È soprattutto la guerra a creare un ponte diretto con il presente. Gli uomini di potere tendono a raccontarla attraverso grandi parole e ragioni apparentemente inevitabili: la gloria, la difesa, la necessità, il destino dei popoli. La guerra viene così ricondotta a principi astratti, mentre scompare chi concretamente la decide, la prepara e la produce. Di fronte a questa retorica, Damarete rappresenta una voce più concreta e terrena. Non cerca giustificazioni nella grande storia, ma riporta continuamente il discorso alle responsabilità degli uomini: Chi costruisce le condizioni del conflitto? Chi assume la responsabilità delle vite sacrificate? In questo confronto, la figura di Damarete diventa una coscienza capace di interrogare tanto il mondo di Gelone quanto quello contemporaneo. La sua parola ricorda che dietro ogni guerra esistono decisioni umane e che la responsabilità non può essere dissolta nelle necessità della Storia Proprio perché privo di immagini già fissate nell’immaginario collettivo, Gelone si rivela uno spazio libero, ancora tutto da inventare. La lettura si trasforma così in un laboratorio teatrale aperto. Il capocomico guida attori e pubblico nel lavoro sul testo, mostrando come costruire le scene e come improvvisare a partire dalle situazioni e dai personaggi. Sotto gli occhi degli spettatori prendono forma Gelone, condottiero lucido e ambiguo; Damarete, voce di equilibrio e coscienza; Terone e Amilcare, figure speculari di potere e destino. Lo spettacolo nasce direttamente sulla scena. Nulla è già stabilito: ogni episodio viene costruito nel momento stesso della rappresentazione. Il pubblico diventa parte integrante della compagnia e assume il ruolo del coro tragico, intervenendo con parole, reazioni e movimenti, trasformandosi di volta in volta in assemblea, esercito e memoria collettiva. Attraverso la vittoria di Imera, La distanza di oltre duemila anni non cancella le domande: le riporta sulla scena. Ogni figura epica custodisce una possibilità dell’animo umano, una tensione, una scelta.

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