Regia: Luigi Maria Rausa
Drammaturgia: Giuseppe D'Agostino
Attori: Silvia Scuderi e Giuseppe Vignieri
Other credits: Light designer Giorgio Calabrese
Tecnico Francesco Norata
Contributi Video:
Vincenzo Costanzo
Giancarlo Latina
Nancy Trabona
Maria Elena Iozza
Key words: Intelligenza artificiale, Controllo, propaganda, Orwell, WeOK
Production: In scena un futuro distopico dove corpo, tecnologia e ribellione si confrontano, interrogando il prezzo della felicità imposta e il valore della libertà.
Year of production: 2026
Theatrical genre: Prose Other
Uno spettacolo che immagina un futuro distopico in cui l’intelligenza artificiale ha progressivamente assunto il controllo della società. Un futuro raccontato con ironia e comicità, ma nel quale, dietro il paradosso, emergono interrogativi profondamente attuali: quanto potere siamo disposti a cedere alla tecnologia? E cosa accade quando l’informazione viene controllata? Lo spettacolo si apre ai giorni nostri, con la proiezione di un video che mostra l’arresto di Julian Assange. Sulla scena, due uomini camuffati intervengono rivolgendosi al pubblico e introducono il tema dell’informazione: quando la parola viene imbavagliata e la possibilità di conoscere la realtà viene limitata, la società può entrare in una profonda crisi. La scena si sposta poi nel 2035. L’intelligenza artificiale governa e svolge il ruolo di mediatrice dei rapporti tra gli esseri umani. Ci troviamo all’interno del mondo dei “Socyng”, dove due adepti presentano al pubblico una serie di prodotti generati dall’AI, apparentemente pensati per semplificare la vita, ma che finiscono per mettere in discussione la stessa natura umana. «Abbiamo ancora bisogno del sesso?» È la domanda che accompagna la presentazione di cuffiette capaci di produrre piacere senza alcun contatto fisico. E ancora: arriva il RebelKit, un dispositivo pensato per permettere a chiunque di compiere la propria rivoluzione… rigorosamente in versione virtuale. Ogni presentazione è preceduta dagli interventi degli “scarti biologici”: esseri umani che non accettano il sistema e che tentano, con modalità diverse, di opporsi al controllo dell’intelligenza artificiale. In questo futuro deformato e grottesco torna così la parola di George Orwell. 1984 riemerge non soltanto come un riferimento letterario, ma come uno specchio attraverso cui osservare il presente: il controllo dell’informazione, la manipolazione della realtà, la progressiva rinuncia alla libertà individuale.
Information reserved for Organizers
Non è stata caricata nessuna recensione
Information reserved for Organizers