Regia: Giulio Federico Janni
Drammaturgia: Giulio Federico Janni
Attori: Pierpaolo Congiu
Other credits: Costumi: Luciana Gravina
Drammaturgia sonora: Giulio Federico Janni
Key words: Shakespeare, Iago, Gelosia, Manipolazione, Violenza
Production: Raumtraum APS / CRAB Teatro. Coproduzione dello spettacolo.
Year of production: 2026
Theatrical genre: Prose
**Io sono Iago** è un monologo di teatro contemporaneo liberamente ispirato alla figura shakespeariana di Iago. Il testo non propone una riduzione di *Otello* né una sua trasposizione in chiave moderna, ma utilizza uno dei personaggi più inquietanti del teatro occidentale come strumento per interrogare il presente.
Iago prende la parola dopo la tragedia. Non cerca assoluzione, non rivendica innocenza e non tenta di giustificare ciò che ha fatto. Il suo discorso procede invece nella direzione opposta: mette in crisi l’idea rassicurante che il male appartenga sempre a un altro, a un’eccezione, a un mostro riconoscibile e separato da noi.
Attraverso il rapporto con Otello e Desdemona, il monologo ricostruisce il percorso che trasforma la frustrazione in risentimento, il risentimento in sospetto e il sospetto in controllo. La violenza non appare come un’esplosione improvvisa, ma come il risultato di un processo progressivo fatto di parole, insinuazioni, mezze verità, silenzi e interpretazioni. In questo percorso emerge anche il tema del femminicidio, non come elemento sovrapposto al testo shakespeariano, ma come conseguenza estrema della trasformazione dell’amore in possesso e dell’altro in oggetto da controllare.
Il centro dello spettacolo non è però soltanto Iago. È anche la disponibilità degli altri ad accogliere il dubbio, a nutrire il sospetto, a partecipare alla costruzione di una verità deformata. Il male diventa così un meccanismo relazionale e collettivo, capace di attraversare famiglie, coppie, amicizie, luoghi di lavoro e comunità.
La messinscena è volutamente essenziale. Un attore, pochi oggetti, luce e parola. L’assenza di una costruzione scenografica complessa concentra l’attenzione sulla presenza dell’interprete e sulla relazione diretta con il pubblico. Iago non racconta semplicemente ciò che è accaduto: cerca interlocutori, provoca, chiama in causa chi ascolta.
Lo spettacolo lavora sul confine tra confessione e accusa, tra analisi e manipolazione, tra lucidità e autoinganno. Shakespeare diventa così non un monumento da celebrare, ma un dispositivo per osservare un meccanismo ancora attivo: il bisogno di essere riconosciuti, l’invidia, la paura di valere meno, il desiderio di controllare ciò che si ama e la facilità con cui una parola può diventare il primo passo verso la violenza.
Drammaturgia e regia di Giulio Federico Janni. In scena Pierpaolo Congiu. Coproduzione Raumtraum APS / CRAB Teatro.
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