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LA REGINA SENZA NEVI - e se non fosse più lei la cattiva della storia?

Valeria Loprieno/Giovanna Rovedo

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (3-14) Dance Dance theatre
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Regia: Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo

Drammaturgia: Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo

Attori: Valeria Loprieno e Giovanna Rovedo

Other credits: assistente alla regia Ludovica Avetrani
piccoli assistenti Gabriele Citro e Martino Provenzale
voce fuori scena Ludovica Avetrani e Federico Melis
suono Giacomo Citro
video di scena Giacomo Citro e Valeria Loprieno
video e animazioni Giacomo Citro
produzione Compagnia Atacama

con il supporto dei nostri sostenitori: Giacomo Citro, Francesca Drewien, Tommaso Citro, Erica Musci, Lucia Paulis, Silvia Loprieno, Simone Salatino, Laura Iacobellis, Sabino di Chio, Ada Carabba, Valentina Palmisano, Paola Passudetti, Stefania Vaccaro, Gabriella Tommasello, Vincenzo Russo, Francesca Lasorsa, Danza Armonia PGS, Beatrys Dalla Torre, Donatella Fiorenzato, Renzo Franco e Caterina Rovedo.

Key words: Cambiamento climatico, responsabilità, potere, consapevolezza, solidarietà

Production: Associazione Atacama ETS

Year of production: 2026

Theatrical genre: Children's theatre (3-14) Dance Dance theatre

La storia della Regina delle Nevi (1844) non può più essere raccontata allo stesso modo, perché il cambiamento climatico ne ha messo in discussione l’esistenza stessa. La Regina senza Nevi, accanto alla storia di amicizia tra Gerda e Kay, mostra il rovinoso decadimento del nostro bel pianeta blù, ancora sotto il giogo dei potenti, in un periodo di conquista, sfruttamento massivo delle materie prime, potere e dominio sull’altro.



Attraverso movimento, scenografie essenziali, testi misurati e proiezioni magiche, seguiremo Gerda nel viaggio alla ricerca dell’amico, scoprendo che non è Kay il tesoro da salvare, ma il regno della Regina delle Nevi, impossibilitata a governare un mondo che sta sparendo a causa del surriscaldamento globale.



Nello spettacolo si intrecciano sentimenti e riflessioni sul rapporto con l’altro e con il nostro pianeta. Quello che nasce come un viaggio per salvare un amico dalle grinfie di una “cattiva” diventa presto incontro con una caleidoscopica galleria di tipi umani: una Maga opportunista, una bambina dal cuore puro, un’assistente di volo speciale, una Regina che non riesce più a essere cattiva.



Il viaggio di Gerda non è solo fisico: è un percorso di crescita, maturazione e consapevolezza di sé e della situazione in cui versa l’ambiente che la circonda. E’ un percorso che porta lo spettatore verso un mondo in apparenza lontano ma che riguarda ognuno di noi, in un'alternanza di momenti comici e briosi e articolati duetti fisici, tutto sostenuto da una scenografia fatta con materiali di recupero e da video sia esplicativi che immaginifici.

Alla fine, l’amara scoperta: la Regina delle Nevi non ha più un regno. Non è Kay a dover essere salvato, ma il regno stesso. Gerda e Kay prendono allora una decisione radicale: bisogna agire, subito, in teatro, insieme al pubblico con una vera call to action per avviare un dibattito e condividere soluzioni possibili.



L’amore e la solidarietà per gli altri, che nella fiaba originale permettono il lieto fine, nella Regina senza nevi, si elevano in un sentimento più ampio. Avere cura e amare il pianeta significa riconoscersi parte di un unico equilibrio in cui il bene comune vince l’egoismo e il potere.



Se il teatro è il luogo delle possibilità, dei sogni e della magia, è anche un luogo di denuncia; se La Regina senza Nevi è una sentita e magica storia per bambini, è anche un’autentica/profonda interpretazione etica, civile ed ecologica del baratro su cui tutti, nessuno escluso, ci stiamo affacciando.



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