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ALICE IN WANDERING. Una storia vera

KNK Teatro

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Chiara Callegari e Simone Luglio

Drammaturgia: Chiara Callegari e Simone Luglio

Attori: Simone Luglio, Salvatore Alfano, Chiara Callegari

Altri crediti: dramaturg e assistente alla regia Eliana Rotella luci Gaetano La Mela musiche originali Salvo Seminatore suono Marianna Murgia video Luca Grazioli sarta Elena Dal Pozzo gestione tecnica Marco Tumminelli

Parolechiave: Alzheimer, cura, Alice, fragilità, Carroll

Produzione: Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale con il sostegno di Circuito Claps/Intercettazioni – Centro di Residenze Artistiche della Lombardia, Festival VagaMente – Fondazione G. E. Ghirardi

Anno di produzione: 2026

Genere: Prosa

Questa è una storia vera.

Marta ha 62 anni e da qualche mese la sua casa è diventata un luogo magico. Le stanze cambiano posizione, il tempo scorre in modo anomalo, le persone ogni tanto impazziscono e dicono cose davvero assurde e lei stessa a volte è grande e altre volte è piccola. Come Alice, anche Marta un giorno è caduta in un pozzo che l’ha inghiottita, provocandole disorientamento totale. Le è stata diagnosticata la sindrome precoce di Alzheimer, ma nessuno intorno a lei ha intenzione di dirglielo, e così chi si prende cura di lei, si ritrova costretto a interpretare i diversi personaggi che abitano il suo mondo. Sono entrata anch’io in questa fiaba, perchè Marta è la mia mamma e dopo aver urlato e maledetto il mondo ho deciso di provare a scivolare con lei nella tana del Coniglio e per cercare di capire come appare il mondo da lì.



Nel 1862 Lewis Carroll, racconta per la prima volta le avventure di Alice, una bambina che inseguendo un coniglio nella sua tana si ritrova a cadere lentamente, contrariamente a ogni legge della fisica, in un pozzo che sembra non aver fine. Si perde così in un mondo delle Meraviglie, abitato da strane creature antropomorfe, in cui Tempo e Spazio la confondono, dove non ricorda più le cose che sapeva e cambia tanto da non riconoscersi. Intrecciare la storia di Marta con il romanzo di Carroll è sembrato l’unico modo possibile per raccontare la confusione, la paura, lo stravolgimento delle dinamiche familiari, ma anche l’anarchia che malattia porta con sé.

E così, come ogni casa sconvolta dalla malattia, anche lo spazio pulito e organizzato del palcoscenico, verrà presto travolto dal “Paese delle Meraviglie”. Il viaggio, l’assurdo, l’ironica follia e il temporaneo senso di spaesamento diventano gli ingredienti per raccontare con poetica magia un mondo in cui le cose cambiano aspetto, i ruoli si invertono e si

scombinano le regole sociali. Situazioni di vita reale vengono traslate in chiave metaforica e oggetti comuni diventano strumenti per costruire immagini poetiche.

Questo lavoro è nato per essere uno scossone, un modo per ribaltare le narrazioni pietiste e le strumentalizzazioni della malattia, e rendere tutti responsabili.

È necessario ridisegnare la propria quotidianità in una collettività responsabile e orizzontale, affinché il lavoro di cura diventi una pratica condivisa e un nuovo lessico collettivo, non una condizione relegata solo al privato. Perchè se è vero che in due si può entrare nel Paese delle Meraviglie e costruire nuove regole, è altrettanto vero che ci vuole un villaggio intero per prendersi cura di un’Alice.

Informazione riservata agli Organizzatori

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