Regia: FERRUCCIO CAINERO
Drammaturgia: FERRUCCIO CAINERO
Attori: Giada Frandina
Other credits:
Key words: Ambiente, mondo vegetale, Intelligenza delle piante, sostenibilità, evoluzione della specie
Production: Barabba's Clowns
Year of production: 2025
Theatrical genre: Children's theatre (6-14)
La signora Piantoni, dopo tre mesi di dieta a base di sole insalate, scopre improvvisamente di riuscire a dialogare con le piante.
Durante una passeggiata nel bosco, infatti, si ritrova a conversare con una piantina… e le piante cominciano a raccontarle il loro mondo: come vedono, sentono, comunicano, esplorano il terreno e, qualche volta, persino giocano.
Lo spettacolo invita bambini e bambine a guardare la vita dal punto di vista delle piante — esseri viventi senza gambe, muscoli o occhi, ma ricchi di sensorialità, intelligenza diffusa e memoria. Un viaggio poetico e scientifico che fa ridere, stupire e riflettere.
Il suo racconto, coinvolgente e divertente, guida il pubblico tra radici curiose, foglie che “parlano”, fagioli che giocano, mimose timide e alberi che fanno festa quando soffia il vento.
L’obiettivo non è umanizzare le piante, ma scoprire il mondo vegetale dalla loro prospettiva, grazie alle più recenti ricerche sulla neurobiologia vegetale, in particolare quelle del professor Stefano Mancuso (LINV – Università di Firenze) e di Paco Calvo (Minimal Intelligence Lab – MINT, Barcellona).
Le piante non sono esseri passivi: comunicano, apprendono, ricordano. Sono i veri “nonni” della Terra, presenti sul pianeta da milioni e milioni di anni, e costituiscono circa il 95% della biomassa terrestre. Abbiamo molto da imparare da loro — se solo sapessimo ascoltarle.
NOTE DI REGIA
Lo spettacolo nasce per accompagnare il pubblico in un viaggio ironico e poetico nel mondo vegetale, dove la narrazione diventa dispositivo di meraviglia.
È concepito come teatro in natura: il contesto ambientale non è sfondo, ma parte viva della scena. Parchi, giardini, cortili scolastici e boschi diventano un’estensione naturale del racconto.
Pur privilegiando gli spazi aperti, la struttura drammaturgica e la relazione diretta con il pubblico sono pensate fin dall’origine per garantire una piena adattabilità anche negli spazi teatrali e scolastici.
In queste situazioni, il palcoscenico viene trasformato in un luogo di ascolto condiviso: i bambini siedono in cerchio attorno all’attore, ricreando la stessa prossimità, intimità e attenzione che si genera in natura.
Questa configurazione mantiene intatta la forza evocativa dello spettacolo e ne preserva la dimensione immersiva, permettendo di proporre “L’albero m’ha parlato” con efficacia sia all’aperto sia in teatro, in aula magna, in biblioteca o in aule scolastiche.
Information reserved for Organizers
Non è stata caricata nessuna recensione
Information reserved for Organizers