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DANZA ALLA ROVESCIA Insurrezione fisica

Scimmie Nude

Play in the repertoire

Theatrical genre
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Regia: Gaddo Bagnoli

Drammaturgia:

Attori: Claudia Franceschetti

Other credits: musiche di Sebastiano Bon e Francesco Canavese
costumi di Ilaria Parente
realizzazione scenografica di Andrea Cavarra
foto Margherita Busacca
video Lisa Cerri
realizzazione grafica Studio Grafico Image

Key words: Teatro fisico, Antonin Artaud, corpo, voce

Production: Scimmie Nude

Year of production: 2014

Theatrical genre:

DANZA ALLA ROVESCIA è ispirato all’opera di Antonin Artaud ed è un omaggio alla sua poetica; è un viaggio nei percorsi criptici dell'anima fragile e crudele di questo misterioso e meraviglioso autore.

Un non-luogo, dove solo un vecchio letto di ferro con una rete elastica, un secchio e un piccolo sgabello rappresentano tutto il mondo esteriore ed interiore di una donna sola, alla disperata ricerca di un senso per esistere.



L’attrice si muove nello spazio onirico ed allucinato del mondo poetico di Artaud, luogo che ci ricorda, forse, la stanza del manicomio di Rodez dove Artaud è stato segregato, ma anche la stanza di Van Gogh, le camere d’albergo di Rimbaud e Verlaine, o un qualsiasi altro luogo dove un’anima sola combatte gli spettri della propria esistenza e, avvolta dai vapori delle sue percezioni, vive solo il presente.

E’ una indagine sul rapporto di conoscenza tra noi ed il mondo che ci circonda, in un confronto continuo tra la vita ed il pensiero della vita.



In questo labirinto i rapporti, oggetto e soggetto, forma e significato, corpo ed anima, vengono rimessi in discussione e assieme al corpo si destruttura anche il linguaggio di “senso logico”, a favore di una comunicazione basata su percezioni fisiche ed emotive. Non vengono eliminate le parole, ma la poesia del “discorso logico” viene sostituita con la poesia dello spazio, del corpo e del suono, in modo che le parole acquistino oltre al loro senso grammaticale una valenza vibratoria che diventa fisica, materica e che supera il senso stesso che di solito attribuiamo loro.

Una poesia dello “spazio” che vibra leggera e potente nel cuore dello spettatore senza bisogno del senso e lo sospende tra gesto e pensiero.



Lo spettatore viene infatti catapultato in questo mondo attraverso un processo di sublimazione continua: trasformazioni fisiche, variazioni emotive estreme e repentine, reazioni sensoriali crude ed abbandoni delicati e sognanti, obbligano il lavoro d'improvvisazione dell'attrice a concretizzarsi in una partitura di scena composta da un'architettura precisa e caotica allo stesso tempo: gesti, parole, suoni, azioni, musica, danza, si mescolano per formare un unico plasma teatrale incandescente.



Allo spettacolo il compito di portarci, non dove dobbiamo ancora una volta capire, ma dove possiamo percepire l'invisibile, intuire quello che sta al di là di ogni esperienza già vissuta o già pensata, al di là del ricordo e del pregiudizio, altrove da noi stessi.

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