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Orgia di Guerra

Hangar Teatri

Opera in repertorio

Genere
Prosa
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Regia: Elena Delithanassis e Marco Palazzoni

Drammaturgia: adattamento drammaturgico di Marco Palazzoni e Elena Delithanassis

Attori: Marco Palazzoni, Roberto Amadeo

Altri crediti: sound design Roberto Amadeo light design Tommaso Zanella

Parolechiave: Guerra, violenza, potere, speranza, ricostruzione

Produzione: Teatro degli Sterpi, co-produzione Hangar Teatri

Anno di produzione: 2026

Genere: Prosa

Un attore e un musicista attraversano la parola poetica e feroce di Gregory Corso, Bernard-Marie Koltès e di altri autori contemporanei, danno vita a uno spettacolo-performance che mette in scena la guerra nella sua brutalità e atroce spettacolarità.



Il palcoscenico diventa un campo di battaglia fisico e interiore. La scena si compone di quadri evocativi, frammenti che si susseguono come un’orgia di immagini e di parole, dove il fascino del potere, l’esaltazione e la retorica si alternano alla follia, alla sofferenza e alla morte. L’attore si trasforma in dittatore, soldato, uomo comune, immerso in un conflitto che è insieme mondiale e personale.



Orgia di guerra è un canto che non celebra la violenza, ma la espone, la smaschera nel suo eccesso. L’ultimo testo è una poesia scritta dagli stessi Marco Palazzoni e Elena Delithanassis, ispirato allo scrittore cileno Gonzalo Millan. La storia sembra riavvolgersi, come un rullino delle vecchie macchine fotografiche, la violenza svanisce, i proiettili ritorno nelle pistole. Gradualmente il testo passa da una dimensione collettiva e universale, ad una più intima e quotidiana, affermando la necessità di continuare a sperare, di ricostruire legami e di avere di nuovo il coraggio di fidarsi degli altri.

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