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What it means to be human

Cora Gasparotti

Play in the repertoire

Theatrical genre
Dance theatre
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Regia, Coreografia: Cora Gasparotti

Ass. Coreografia: Silvia Pontecorvi

Danzatori: Silvia Pontecorvi, Elisa Carta Carosi, Diego Ottaviani, Rocio de Castris, Alice Cavalieri, Chiara Parlati

Other credits: Visual e interactive design: Jacopo Bianchi e Leonardo Giardi;
Fashion Design e 3D: Beatrice Bocci;
Scenografie: Adriano Solferino;
Musiche originali di Sviatoslav Avilov (The Whale Project);
Clarinetto: Cristina Scapol;
Violino: Axelle Bruyne;

Key words: Danza, nuove tecnologie, comunità, onirico

Production: Il lavoro è autoprodotto con il sostegno del Molinari Art Center di Roma.

Year of production: 2025

Theatrical genre: Dance theatre

Ispirato al mito della caverna di Platone, What it Means to Be Human esplora il rapporto tra l’essere umano e ciò che trascende il mondo materiale. A metà tra mondo fisico e digitale, attraverso le vicende dei personaggi, si intrecciano riflessioni sulle dinamiche sociali, come la collaborazione, il potere e l\\\\\\\'amore, spingendo lo spettatore a interrogarsi sul significato dell\\\\\\\'esistenza oltre la mera sopravvivenza.



Sei danzatori si muovono in un ambiente immersivo dove il confine tra fisico e digitale si dissolve, interagendo con visual generati in tempo reale attraverso un sistema di motion tracking a infrarossi. Gli elementi visivi, dall\\\\\\\'estetica particellare, sono pensati non solo come proiezioni scenografiche, ma come veri e propri attori digitali che rispondono ai movimenti, trasformando lo spazio e contribuendo attivamente alla drammaturgia e alla visualizzazione di elementi intangibili.



La performance fonde danza, tecnologia e musica in un intreccio fluido, sviluppando in parallelo composizione coreografica, musicale e visiva, creando un’estetica surreale ma organica, che accompagna la complessità dei personaggi. La compagnia basa la sua ricerca sulla collaborazione di figure ibride, a metà tra arte, scienza e tecnologia, infatti, mentre l\\\\\\\'elemento tecnologico permea la realizzazione dei costumi rendendoli parzialmente illuminati, l\\\\\\\'aspetto scientifico influenza la composizione della colonna sonora, che combina strumenti ad arco, percussioni e incursioni elettroniche concrete, prevedendo l\\\\\\\'utilizzo di frequenze scientificamente studiate per veicolare stati emotivi.



Lo spazio è pensato come un ambiente mutevole, come un limbo tra due realtà, costruendo momenti di interazione con il pubblico e prevedendo due spazi scenici in costante comunicazione: la platea e la zona immersiva.

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