Regia: Alice Ferranti
Drammaturgia:
Attori: Michele De Paola
Altri crediti: di Daniel J. Meyer traduzione Manuela Cherubini regia e disegno luci Alice Ferranti con Michele De Paola supervisione spazio scenico Anna Varaldo in accordo con Arcadia & Ricono Srl per gentile concessione di De Arteche Agency SL
Parolechiave: adolescenza, razzismo, identità, amore, integrazione
Produzione: produzione Pandora Lab in collaborazione con Teatro della Dodicesima, Teatro Tor Bella Monaca con il patrocinio di Instituto Cervantes di Roma e Fundación SGAE
Anno di produzione: 2023
Genere: Prosa
Tra le migliori novità del teatro contemporaneo spagnolo, A.K.A. è un monologo per attore che racconta la storia di Carlos, un ragazzo di circa 16 anni nato in un luogo non precisato del Medio Oriente e adottato da una famiglia spagnola durante le guerre balcaniche degli anni Novanta. Carlos cresce a Barcellona, come qualsiasi altro adolescente del quartiere. Ma i suoi tratti somatici lo rendono vulnerabile all'attacco razzista di una donna che lo accusa falsamente di aver violentato una ragazza quindicenne, Claudia, in realtà fidanzata di Carlos. Il processo che ne segue svela i problemi di adozione affrontati dai genitori, le paure e gli sforzi per perfezionare l’affido di Carlos, che scoprirà di essere più grande di quanto abbia sempre creduto. La condanna e la pena lo strappano alla sua vita ma lui non smette di guardare al mondo con innocenza e ironia, ricostruendo la sua identità attraverso e malgrado gli occhi degli altri.
Lo spettacolo è un viaggio nel mondo di un adolescente che, alternando comicità e dramma, ci porta verso temi e questioni molto più grandi: l'identità, l'amore, il sesso, il razzismo, il senso di appartenenza a una comunità e a un luogo, il rapporto con le proprie radici e, soprattutto, lo sguardo degli altri e come questo possa definirci ma allo stesso tempo distruggerci. Il testo parla di crescita e di costruzione dell’identità ma anche di razzismo e di cosa significhi essere, o essere percepiti, come "stranieri". Carlos sa di non essere "di qui" eppure si sente profondamente "di qui", al punto che il problema dell’integrazione non lo riguarda. Ma la differenza tra il suo sentire e ciò che lui rappresenta agli occhi degli altri si mostra con tutta la sua potenza quando diventa il pretesto per l’accusa che gli rovinerà la vita. Scritto magistralmente in un concerto di voci, tutte interpretate dall'attore in un unico flusso narrativo che mescola luoghi e piani temporali, il testo è una drammaturgia dal ritmo jazz, raffinata nella struttura e diretta nel linguaggio, a volte sgrammaticato e gergale. Abbiamo scelto di rendere il bilinguismo del testo originale (scritto in catalano e spagnolo) alternando una cadenza del sud e l'italiano, come suggerisce la traduttrice nella Nota al testo originale. Il rapporto con il pubblico è interattivo e diretto, gli spettatori sono continuamente coinvolti, la quarta parete è annullata e l'opera assomiglia più a un one-man-show che alla prosa tradizionale. La messa in scena può ben adattarsi a ogni tipologia di spazio, anche non puramente teatrale, ove sia possibile integrare la platea nello svolgersi dell’azione, idealmente posizionando il pubblico intorno all’attore. La prima mise en espace è stata realizzata nel 2023 all’interno di Wordbox - Nuova Scena Hispanica al Teatro Stabile di Bolzano, lavoro che nel 2024 replica al Cocoricò di Riccione nella rassegna Scritture in scena del Premio Riccione per il Teatro. Nel 2025 AKA debutterà a Roma in prima assoluta al Teatro Tor Bella Monaca
Informazione riservata agli Organizzatori
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