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LA VITA NASCOSTA

Iuzō T

Opera in repertorio

Genere
Performance Altro
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Regia: Daniele Fedeli / Federica Libretti

Drammaturgia: Daniele Fedeli

Attori: Daniele Fedeli / Andrea Stazi, Federica Libretti

Altri crediti: LA VITA NASCOSTA Wort-Ton-Drama dedicato a Silvia Pasello Dalle liriche di Pindaro - Hölderlin - Campana - Esenin - Bellezza Habitat Federica Libretti e Daniele Fedeli Con Daniele Fedeli e Andrea Stazi / Federica Libretti Secondo frammento del ciclo performativo “Purificazioni” ideato da Daniele Fedeli e Silvia Pasello Azione teatrale di Iuzō T In collaborazione con Germinale Teatro Darìo Vittori di Montecelio

Parolechiave: Hikikomori, Nascondimento, Stanza, Svilimento, Purificazione

Produzione: Iuzō T

Anno di produzione: 2025

Genere: Performance Altro

PURIFICAZIONI: CONCEPT CICLICO



Purificazioni è un ciclo di performance e pièce teatrali ideato con Silvia Pasello. Il concept nasce dall’interesse nell’ indagare l’idea e la condizione di reclusione, di prigionia e di isolamento, per arrivare a comprendere e riuscire ad esprimere la metamorfosi interiore che da questa reclusione – volontaria o non – deriva.

I riferimenti non sono solo di questa attualità, ma di sempre. Dagli stiliti del deserto, ai galeotti, ai monaci, alle murate, agli hikikomori, ai folli. L’ideazione del lavoro deriva dalla lettura di diversi libri, primi fra tutti Reclusione volontaria di Renato Curcio e Sorvegliare e Punire di Michel Foucault. Questi testi non sono presi in considerazione come parte attiva delle performance, ma gravitano intorno ad esse solo come parti dell’universo immaginale di riferimento. Purificazioni, dunque, è questo persistere alterato dell’essere in un corpo o in un luogo di reclusione e di isolamento.



Il primo frammento del puzzle era intitolato Nella foresta ed è stato presentato al Monteferrato Festival, tra i boschi del monte che sovrasta la città di Prato. Gli autori che davano corpo alla drammaturgia erano Hölderlin e Thoreau; il luogo di isolamento e fuga era il bosco.





LA VITA NASCOSTA: SECONDO FRAMMENTO



Questo secondo frammento si intitola La vita nascosta poiché rappresenta uno sprofondamento all’interno del corpo di isolamento, dentro l’universo dell’auto recluso, nella sua “stanzetta” come scrive Hölderlin, per osservare in ascolto, cosa vi accade. Egli è lì, disteso, mezzo nudo, annichilito, svilito, come senz’anima. Non riesce ad alzarsi, non ha più forze, è come se fosse oggetto di una pena immobile che non gli permette di agire. Pensata come una specie di Wort-Ton-Drama wagneriano per voce, percussioni e synth, questa azione performativa-teatrale pone il solitario auto recluso come in attesa di qualcosa che arrivi dall’alto o dall’abisso di sé, in tensione verso un’ideale di bellezza che desidera conquistare e di cui egli si fa portavoce davanti al mondo. È una tensione umana, interiore: aspirare ad una bellezza impalpabile e indicibile.

Durante l’intera performance c’è una sola, simbolica azione da attraversare con fatica: alzarsi in piedi, conquistare l’altezza e guardare gli uomini e il mondo nuovamente.

Entriamo nella sua stanza, nel suo letto. Siamo l’uomo nero o siamo la purezza oscura. Come varcare la soglia di un luogo segreto? In un puro silenzio, forse. Come assistere e prendere parte alle visioni e al desiderio di bellezza del folle solitario?

Sono domande, queste, a cui ogni spettatore, invitato ad entrare nel suo intimo luogo, forse potrà rispondere.

In questo caso, frammenti dalle liriche di Pindaro, Friedrich Hölderlin, Dino Campana, Sergej Esenin e Dario Bellezza sono ricomposti a formare un unico detto, un solo canto orale.

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