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Il mito della rosa rossa

I Trovatori

Opera in repertorio

Genere
Teatroragazzi (6-99) Prosa Altro
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Regia: Peppe Vignieri

Drammaturgia: Peppe Vignieri

Attori: Peppe Vignieri, Giuseppe Aiosi

Altri crediti: Tecnica - Francesco Norata Foto - Roberto Goodman

Parolechiave: Giullarata, Mitologia, Amore, Satira, Contemporaneità,

Produzione: Uno spettacolo inedito che omaggia la giullarata medievale: Sepillo e Netroio, tra leggende e testi classici, fondono musica, satira e poesia per raccontare l’attualità con ironia e coinvolgimento.

Anno di produzione: 2025

Genere: Teatroragazzi (6-99) Prosa Altro

Descrizione dello spettacolo



Il mito della rosa rossa è uno spettacolo che intreccia la potenza evocativa della mitologia greca con la vitalità corrosiva della giullarata medievale. Protagonisti in scena sono Sepillo da Ypsigro, giullare irriverente e poetico, e Netroio da Creta, menestrello che accompagna con strumenti medievali e canti dal vivo. In uno spazio essenziale, delimitato da una semplice cassa di legno e da pochi oggetti sonori, prende vita un racconto che attraversa i secoli: la tormentata storia d’amore di Afrodite e Adone, simbolo dell’eterno conflitto tra passione e morte, desiderio e perdita, bellezza e gelosia.



Il mito, che narra della nascita della rosa rossa come fiore di sangue e amore, diventa pretesto per una riflessione universale: cosa significa amare, quali forze occorre affrontare per tenere vivo un legame, quanto la fragilità dell’essere umano si intrecci con la forza vitale del sentimento.



Sepillo, con le sue incursioni ironiche e satiriche, interrompe e ricuce il tessuto narrativo, riportando ogni episodio alla realtà di oggi: la violenza delle passioni, la gelosia che si trasforma in conflitto, la ricerca di un amore che resiste alle sfide del tempo. Il linguaggio si muove tra poesia e comicità, tra lirismo e irriverenza popolare, in perfetta coerenza con lo spirito delle antiche giullarate dei secoli XI e XII, quando i giullari erano insieme custodi di memorie collettive e pungenti critici sociali.



Il progetto “I Racconti di Sepillo da Ypsigro”



Lo spettacolo si inserisce nel più ampio percorso di ricerca de I Racconti di Sepillo da Ypsigro, progetto originale e inedito nel panorama teatrale contemporaneo, ideato e prodotto dalla compagnia I Trovatori. L’obiettivo è quello di rinnovare la tradizione della giullarata, studiata e approfondita attraverso le opere di saggisti come Tito Saffioti, e di reinterpretarla in chiave moderna, offrendo al pubblico un linguaggio capace di coniugare radici e sperimentazione.



Ogni spettacolo è pensato come un viaggio: dalla leggenda popolare o dal testo classico fino al presente, passando attraverso musica dal vivo, narrazione teatrale e improvvisazione satirica. Così, Il mito della rosa rossa non è soltanto una storia mitologica, ma diventa un racconto vivo e pulsante, capace di toccare corde intime e collettive.



La scena e il linguaggio



La scena è volutamente scarna: una cassa di legno, simbolo di contenitore e strumento, e pochi oggetti che si trasformano di volta in volta. Gli strumenti medievali – percussioni, corde, flauti – creano atmosfere sospese, rievocando echi antichi, mentre la voce del menestrello amplifica il pathos della narrazione.



Il linguaggio è ibrido e contaminato: da un lato il tono poetico, che restituisce la solennità della mitologia greca, dall’altro la vena popolare e satirica del giullare, che smonta ogni eccesso e rimette i perso

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