Regia: Angela Rosa D'Auria
Drammaturgia: Silvio De Luca
Attori: Francesca Ciardiello, Silvio De Luca, Alessia Sanchez, Marco Napolitano.
Altri crediti: Voce off Sara Missaglia. Scenografia Sara Manzo. Costumi Fabiana Amato.
Parolechiave: Violenza, genere, donne, patriarcato
Produzione: Realizzato con un crowdfunding, successivamente prodotto da MUDRA arti dello spettacolo
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa
Sinossi
“One Day” è il giro di boa di un percorso iniziato sei anni fa, con il mio alter ego Lila Esposito. In questo cammino ho indagato artisticamente i temi della violenza di genere, la violenza maschile sulle donne e l’omolesbobitransfobia attraverso il linguaggio della satira, sia con performance video on line, che con l’ideazione due spettacoli dal vivo. Dopo questi anni di sperimentazione e scrittura, ho sentito l’esigenza di mettere al centro il mio corpo maschile, perché penso che i maschi debbano prendersi la responsabilità di riflettere e prendere parola sulla violenza maschile sulle donne e sulla cultura patriarcale che in modi diversi opprime anche noi.
“One Day” è un dramma che racconta la storia di Teti e Kaos. La prima un assistente tecnica di laboratorio a scuola, con una forte passione politica, per la giustizia sociale e il bene comune. Il secondo un operaio sindacalista e militante del partito, che nella politica intravede una strada per la sua emancipazione sociale e culturale. I nostri protagonisti sono iscritti nella stessa sezione del partito, e in quel luogo di sogni, passione e partecipazione nascerà il loro grande amore. La vicenda si svolge in un arco temporale che va dal 1979 al 1986, vedendo i nostri protagonisti sempre nel giorno dopo il loro matrimonio. Nell’anno successivo al matrimonio, alcuni episodi faranno cambiare totalmente Kaos, “come se ci fosse stato un passaggio da fidanzato a marito. Lui, il suo corpo, è cambiato. Come se fosse stato deformato da questa sua rabbia, da quello che desidera e che non ha”. Questa trasformazione lo farà diventare, oppressivo, autoritario, violento con un’escalation di azioni e comportamenti, che nel corso degli anni diventeranno sempre più aggressivi e pericolosi. In questo mare burrascoso, Teti non è sola, ha il prezioso sostegno e aiuto della sua amica Diana, con la quale condivide sia l’esperienza politica del partito che quella dei gruppi femministi. La profonda relazione che c’è tra le due donne, aiuterà Teti a non annegare nel mare in tempesta.
Note di regia
La prima volta che ho avuto il testo che Silvio aveva scritto, mi tremavano le mani. La storia dei personaggi è l’urgenza che mi preme raccontare. Kaos è un uomo di cui ogni donna potrebbe innamorarsi, Teti è una personalità intelligente e sensibile, di tempra e di audacia; Diana è l’amica fidata e presente che ti aiuta a districarti dal tuo labirinto mentale ed è la cura. Tutti i personaggi sono rintracciabili nella vita di ogni giorno. La capacità di entrare in connessione con la loro storia mi ha reso consapevole che l’essenzialità sarebbe stato il lato vincente della messa in scena. Mi sono posta come colei che spia dalla serratura una vicenda intima, senza giudicarla. In scena c’è solo ciò che “esiste”, perché facente parte di un rapporto, di una relazione, l’idea che con Sara Manzo ho portato avanti è quella di non spostare mai il focus dai protagonisti e di rispettare i vuoti come i pieni: sui
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