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Riccardo III. Il potere a pezzi

I Trovatori

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (11-100) Prose
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Direction: Giuseppe Vignieri

Dramaturgy: Giuseppe Vignieri

Actors: Giuseppe Vignieri e Giuseppe Aiosi

Other credits: Musiche di Giuseppe Aiosi
Luci Francesco Norata
Costumi Maria Munfuletto

Key words: giullarata, prosa, satira, contemporaneo, nuovadrammaturgia

Production: Compagnia I Trovatori

Year of production: 2024

Theatrical genre: Children's theatre (11-100) Prose

Lo spettacolo nasce all’interno del progetto I Racconti di Sepillo da Ypsigro, ideato dalla compagnia I Trovatori, da anni impegnata nella valorizzazione della figura del giullare medievale e dell’arte della giullarata. A partire dagli studi di Tito Saffioti, la compagnia ha costruito un format che unisce teatro popolare, ironia e attualità. Riccardo III. Il potere a pezzi è una riscrittura originale del celebre dramma shakespeariano, rielaborato attraverso un linguaggio comico e satirico, vicino alla narrazione orale e alla tradizione del cunto. Protagonisti della scena sono Sepillo, il giullare, e Netroio, il menestrello. Con due casse di legno, pochi oggetti simbolici e strumenti medievali, i due attori danno voce a una pluralità di personaggi, fondendo racconto, musica e teatro. La narrazione si svolge in maniera fluida e coinvolgente, con continui scambi col pubblico, che viene chiamato a partecipare, reagire, lasciarsi attraversare dalla vicenda. In questa versione, i personaggi non entrano in scena ma emergono dal pubblico stesso: la tragedia è già iniziata, e tutti ne sono parte. Sepillo irrompe e spezza la solennità del dramma con interventi satirici, battute taglienti e riferimenti all’attualità, smascherando l’assurdità del potere e l’ipocrisia delle sue maschere. La sua voce è ironica ma lucida, popolare ma colta, capace di intrecciare Shakespeare alla cronaca, la storia alla politica, la finzione alla realtà. Riccardo III. Il potere a pezzi è un teatro essenziale, che non ha bisogno di grandi scenografie ma di un pubblico disposto a mettersi in gioco. È uno spettacolo che diverte e scuote, che invita a riflettere senza mai perdere il piacere del racconto. Un rito teatrale che unisce parola, corpo e musica, restituendo alla scena la sua funzione civile. Un atto poetico e politico che rompe la tragedia per riportarla alla piazza, dove tutto può ancora essere messo in discussione.

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