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CIRCO IN VALIGIA

Barabba's Clowns

Play in the repertoire

Theatrical genre
Children's theatre (4-14)
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Regia: Bano Ferrari

Drammaturgia: Gianluca Previato

Attori: Gianluca Previato

Other credits:

Key words: CLOWNERIE, COMICO, CLOWN, TEATRO RAGAZZI, teatro nuove generazioni

Production: Barabba's Clowns

Year of production: 2024

Theatrical genre: Children's theatre (4-14)

ARGOMENTO SPETTACOLO

Il circo come luogo del possibile. La fantasia come competenza cognitiva e relazionale. Il gioco come linguaggio universale.

Il coinvolgimento attivo del pubblico e la costruzione condivisa dell’immaginario.

Piccoli numeri circensi, micro-magia, teatrino d’ombre. Il tema dell’identità e del trovare il proprio posto nel mondo.



SINOSSI:

Una valigia può contenere tante cose, specie quando si parte per un viaggio. Ma la valigia di un clown contiene un’altra dimensione: la fantasia.

E quando Augusto arriva con un trenino di valigie, non porta oggetti, ma mondi da scoprire.

Il gonfiatore di palloncini, i giocolieri, il mago, la pulce acrobata, il teatrino delle ombre… Tutto nasce soltanto quando i bambini decidono di crederci.

È un viaggio nel “circo più piccolo del mondo”, dove ciò che non si vede diventa possibile e dove ogni bambino scopre il potere della propria immaginazione.

Ogni valigia si apre solo grazie alla fantasia condivisa dei bambini, che diventano complici e testimoni della magia.

Nel “circo più piccolo del mondo” nulla è come sembra: ciò che non c’è diventa vero, ciò che è invisibile prende forma, e gli oggetti minimi si trasformano in mondi attraverso il gioco.

Il clown ricostruisce la propria storia – quella di Franco, ragazzo senza casa che ha trovato nel circo un approdo – attraverso micro-numeri che parlano di stupore, fragilità e rinascita.

Lo spettacolo non si guarda: si immagina insieme. Ogni gesto è un invito alla partecipazione, ogni sorpresa nasce dalla relazione tra attore e platea, ogni valigia apre una possibilità nuova.



NOTE DI REGIA:

Il clown racconta il circo con la semplicità e la profondità di un bambino che non ha smesso di meravigliarsi.

Il movimento, il silenzio, il gioco e l’imprevisto diventano linguaggi immediati, accessibili a tutti.

Il pubblico non è spettatore, ma parte del meccanismo teatrale: senza la sua immaginazione, nulla potrebbe accadere.

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