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di Cristina Patturelli

Sede: NAPOLI e CASERTA
Sito internet: http://
Telefono sede: 3400835590
Referente: cristina patturelli Mauro Iacono
Telefono referente: 3400835590
Email referente: cristinapatturelli@gmail.com

La compagnia di Cristina Patturelli si forma con l’intento, non soltanto artistico, ma anche culturale per perseguire l'obiettivo di rendere accessibile l'opera lirica ad un pubblico più vasto.
Prende in questo modo forma un progetto creativo che si fonda sull’espressività e sulla comunicazione teatrale ,sull'alternanza di lingua e dialetto,in cui la traduzione in lingua napoletana dei recitativi diventa un espediente efficace per stimolare la curiosità dello spettatore, tenendo presente il teatro come punto di incontro dei diversi linguaggi artistici.
Cristina Patturelli, con la sua compagnia, è impegnata nella ricerca di un teatro in cui la centralità dell’attore e della sua espressione fisica e il rapporto con lo spettatore si intreccia con la partecipazione di professionisti dell'opera lirica.
La principale volontà della fondatrice è l’esigenza di tutela e diffusione dell'Opera Buffa del '700 napoletano:
"A distanza di più di 300 anni Giovanni Battista Pergolesi continua ad appassionare e divertire con le sue creazioni. Le sue musiche non testimoniano solo una personalità creativa estremamente raffinata e complessa, ma ci restituiscono, tutt'intera, un'epoca e una società osservata e interpretata da tutti i punti di vista: la gestualità plebea e lo sberleffo del saltimbanco ma anche la tenera sentimentalità borghese della commedia musicale; lo sfarzo e l'aristocratica malinconia del dramma per musica tardo-barocco e metastasiano; la scatenata vitalità e la sottile schermaglia psicologica, nonché l'arguzia e la vis comica dei personaggi degli intermezzi. L'incontro e la fusione dei brani del geniale intermezzo "La Serva Padrona" con la lingua napoletana, che vede i recitativi dell'intermezzo più famoso, chiacchierato, applaudito e rappresentato trasposti in lingua vernacolare, nasce quindi nel modo più naturale e spontaneo, perché è proprio la scrittura musicale pergolesiana a prescindere dalle parole dell'altrettanto mirabile libretto di G. A. Federico, che riprende ed è totalmente intrisa della musicalità dell'idioma partenopeo" (cit. da quarta di copertina, Patturelli Cristina, La serva padrona. Giovan Battista Pergolesi restituito all'antica lingua napolitana,2014, edizioni Labrys

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