Matteo Ippolito, Sesto S. Giovanni (MI), 11 Aprile 1990, Mercoledì. Si diploma nel 2013 all'Accademia dei Filodrammatici di Milano. Nel 2018 vince il premio Hystrio alla vocazione. Durante l’Accademia lavora con Giovanni Battista Storti in “Terrore e Miseria del Terzo Reich” di Bertolt Brecht ed poi diretto da Marco Baliani in “Che ci faccio qui?”, spettacolo di diploma che apre la stagione 2013 del Teatro Filodrammatici di Milano. Dal 2015 collabora con la compagnia Teatro d’Emergenza di Lugano diretta da Luca Spadaro portando in scena “Cattiverie”, spettacolo nel quale si confronta per la prima volta con la stand-up comedy, “Animali Notturni” di Juan Mayorga e “Si vive una vita sola” spettacolo che analizza gli studi di neuroscienze dello stesso regista. Dal 2017 partecipa al Belfort Theatre Campus diretto da Luca Micheletti portando in scena “La Tempesta nello Specchio” tratto da “La Tempesta” di William Shakespeare, e tre studi su Faust di Goethe. Con lo stesso Micheletti lavora anche ne “La Locandiera” di Carlo Goldoni, in “Operette Morali” di Giacomo Leopardi e in “Faust Rapsodia” per la trilogia d'autunno del Ravenna Festival. Dal 2021 lavora con Mario Perrotta in “Dei Figli”, spettacolo che chiude il progetto della trilogia della famiglia del regista. Il testo di “Dei Figli vincerà il premio Ubu come miglior nuova drammaturgia 2023. Sempre dal 2021 lavora con Marco Cacciola ne “Le Rane” di Aristofane. Nel 2024 debutta con “Amleto, tutto quello che non so”, riscrittura di Amleto di William Shakespeare con regia di Luca Spadaro Si confronta anche con classici come “Delitto e Castigo” di Fedor Dostoevskij, “Zio Vanja” di Anton Cechov, “La chiave dell'ascensore” e “L'ora grigia” di Agota Kristòf, “Amleto” e “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, “Spettri” di Ibsen. Dal 2017 tiene corsi di recitazione e di lettura espressiva.