Regia: Marica Roberto
Drammaturgia: Marica Roberto
Attori: Rosario D'Aniello Alessandro Mannini
Altri crediti: Assistente alla Regia Sabrina Marchetti
Parolechiave: guerre, immigrazione, carnefice, circo mediatico, incomunicabilità
Produzione: Compagnia Attori&Musici
Anno di produzione: 2023
Genere: Prosa
Un’improbabile e sgangherata coppia di attori vuole allestire uno spettacolo. Come se dovessero scegliere da un repertorio, i due giocano a mettere in piedi una rappresentazione fatta di tutto ciò che lo spettacolo mediatico ci propone quotidianamente, occupando il nostro tempo e le nostre menti. Morte e chiacchiere, violenza e sesso, sangue esposto e sovraesposto nella cronaca come nella finzione, vengono presentati e raccontati indifferentemente. La coppia non riesce a concordare l’argomento da trattare e la rappresentazione che continuano a provare, fermare, riprendere, in un alternarsi surreale di gioco e violenza, con equivoci e ribaltamenti di piani, si trasforma presto nel racconto della nostra condizione di uomini contemporanei, proiettati nelle dinamiche aggressive tra carnefice e vittima, tra ruolo dell’invaso e ruolo dell’ invasore, nel confronto eterno ed attuale con l’altro da sé.
Note di regia
Una moltiplicazione di sguardi, di invasione dei racconti mediatici, schermi sempre accesi o rotti, una poltrona dove lo spettatore/voyer resta insolente a guardare:
in questo quadro si muove il loop drammatico dei due protagonisti, con alle spalle un lembo di sipario a ricordare la perenne rappresentazione o la realtà che irrompe come sangue.
È uno spettacolo portato addosso, nel suo carico di parola densissima, dall’interpretazione degli attori, che rappresentano, anche con la potenza della fisicità, l’umanità vittima e l’umanità carnefice. Un eterno e sempre nuovo muro separatore, una piccola e ridicola cosa simbolo della nostra cecità, si sfalda in un solo momento a causa dell’incapacità umana di guardare oltre, mentre il continuo ribaltamento dei ruoli reca vertigine agli spettatori. Gli unici suoni che meritano di stare in un quadro così sono voci paradossali che provengono dal tubo catodico del televisore sempre acceso, fischi di interruzione trasmissioni, rumori tecnici di un programma che si arresta e si ripete, si arresta e si ripete.
L’unica speranza è - forse - la condivisione, una voce fuori campo che si leva nel buio del finale tragico, a raccontare ed accogliere la voce di tutti: è solo qui che la musica può sciogliere la tensione e lenire i cuori anche di chi ascolta.
Testo:
Menzione d’Onore al Concorso per autori teatrali “Il Teatro in cerca d’Autore” 2019 promosso da Ponte di Carta
Semifinalista Premio Tragos XIV Edizione
Finalista premio La Clessidra 2018
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