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CAMISE PIERTE

FRAUME TEATRO (REMS APS)

Play in the repertoire

Theatrical genre
Prose Performance
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Regia: Simone Miglietta

Drammaturgia: Simone Miglietta

Attori: Simone Miglietta

Other credits: Materiale d'inchiesta a cura di Marilù Mastrogiovanni
Supervisione artistica a cura di Licia Lanera e Danilo Giuva

Key words: TURISMO, DISCO, COCCOBELLO, ABUSO EDILIZIO, SACRA CORONA

Production: FRAUME TEATRO progetto patrocinato dalla Provincia di Lecce "Salento d'Amare" con il sostegno del Teatro Pubblico Ligure e il Comune di Genova

Year of production: 2023

Theatrical genre: Prose Performance

L’estate è alle porte. L’estate salentina, però, come l’estate greca, non coincide negli animi degli abitanti con un definito periodo dell’anno, quanto con un vero e proprio stato emotivo. Le memorie delle estati, dalla comunione familiare alla comunione sociale di lido, però, subisce nell’ultimo decennio una trasformazione. Il popolo salentino si ritrova occluso, in una terra che vive la massificazione del turismo, e vede un territorio un tempo selvaggio, frustrato dalla lottizzazione delle coste e privatizzazione delle spiagge. Da una memoria idilliaca dell’amore “turistico”, che racchiude in sé tutta la necessità di meticciato tipica dei salentini, gli abitanti della terra rossa vedono scarnificarsi il loro lembo di terra sotto gli occhi, e vivono la repentina gentrificazione delle città simbolo. Prime fra tutte, Lecce e Gallipoli diventano veri non luoghi, il cui incanto viene riposizionato a usufrutto dei turisti e a danno dei residenti. Le vie di Lecce si riempiono di hotel e ristoranti gourmet, mentre le pescherie e le locande chiudono. Così, sulle coste che avevano vissuto la lotta di Renata Fonte per la salvaguardia delle riserve joniche e la sua conseguente uccisione, vengono eretti lidi e piantumati praticabili. La causa di tutto questo, però, ha un nome: il popolo salentino stesso. La colonizzazione economica del settentrione, cui si usava attribuire le colpe di investimenti dannosi in Salento, è una giustificazione che non regge più. Lo status malavitoso dei paesi del Salento e delle amministrazioni comunali, concatenate nel nome della Sacra Corona Unita, esce finalmente allo scoperto.



La presidenza della provincia lancia nel 2003, con tutte le buone intenzioni, un nuovo marchio, “Salento d’Amare”: Lorenzo Ria fu il primo politico a credere seriamente nella costruzione del “sistema Salento” come una solida costruzione alla quale potessero contribuire tutti i settori produttivi, incluso quello culturale. Nessuno poteva immaginare però, che le prime aziende ad approfittare degli appalti e dei pubblici fondi, sarebbero state proprio quelle di costituzione mafiosa. Oramai è il riciclaggio a reggere l’economia della stagione balneare, e i danni del clan della sacra cotona unita Montedoro-Potenza, Padovano, Tornese del clan ndranghetista Mammoliti su Gallipoli, con l’edificazione di celebri lidi-discoteca come il Samsara, vengono allo scoperto. La costa, l’economia, la società sono colonizzate dalla scu. Il popolo salentino, le cui origini si rivelano di rurale estrazione, attaccamento morboso alla terra e al mare, curiosità e genuinità infallibili, da sempre soggetto a oppressione dal caporalato interno eppure capace di confrontarsi a mano salda contro le ingiustizie, si ritrova schiacciato dal demone sacrista.

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