Regia: Collettivo Crisi Collettiva
Drammaturgia: Collettivo Crisi Collettiva
Attori: Sofia Boschi, Francesca Lepiane, Beatrice Zanin
Altri crediti: un progetto di Collettivo Crisi Collettiva ideato con Filippo Gonnella e Noemi Pittalà scolato e impiattato da Sofia Boschi, Francesca Lepiane Elia Montanari e Beatrice Zanin Spettacolo finalista al Premio Scenario Periferie 2023
Parolechiave: drammaturgia collettiva, merito, iperperformatività, suicidi, università
Produzione: Collettivo Crisi Collettiva
Anno di produzione: 2025
Genere: Prosa Performance
Pinocchio scrive sui muri.
Muri che parlano.
Noi che parliamo con i muri.
Pinocchio siamo noi, una voce collettiva di student3, precari3, senza casa, senza spazio.
Pinocchio nasce dentro quattro mura domestiche in affitto, davanti ad un tavolo pieno di birre, imprevisti e probabilità. Pinocchio è un gioco di drammaturgia collettiva sulle difficoltà dell’abitare fuori sede, che ha coinvolto ragazz3 di diverse età, facoltà e provenienze, ma con la stessa fame di serenità.
Pinocchio è cresciuto con noi, dentro di noi, mangiando spaghetti alla bolognese con uno strano retrogusto di tonno. Pinocchio ora sta correndo, spasmodicamente tra il Teatro dei Burattini, il Paese dei Balocchi o il Camp(lus)o dei Miracoli, in una partita a Monopoli che non vincerà mai. Le regole cambiano ad ogni casella e la valuta corrente non sono più le monete
d’oro ma il merito. Supera gli imprevisti del Grillo Parlante, evita i confronti con la Fata Turchina, soffia sul dado e spera
di avere ancora tempo per costruire una casa su Vicolo Corto.
In una città esemplare, come Bologna, di promesse non mantenute, iper-performatività e speranze finte come gli spaghetti alla bolognese che esistono solo all’estero, è impossibile diventare bambin3 ver3.
Pinocchio adesso è una domanda, che tutt3 noi ci facciamo: vogliamo essere bambin3 ver3 o vogliamo vivere?
Informazione riservata agli Organizzatori
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