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Alfonsina Storni: la mia casa è il mare

Attori&Musici

Opera in repertorio

Genere
Prosa Danza
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Regia: Marica Roberto

Drammaturgia: Marica Roberto

Attori: Marica Roberto

Altri crediti: Musicisti in scena: Paolo Petrilli fisarmonica, Miguel Fernandez chitarra, Simone Talone percussioni Danzatrice Annamaria Ferrara Pittrice dal vivo Serena Marsala Coreografia Gea Lucetti

Parolechiave: Tango, Argentina, cancro al seno, multidisciplinare, poesia

Produzione: Teatro Vittorio Emanuele di Messina

Anno di produzione: 2011

Genere: Prosa Danza

Ho “conosciuto” Alfonsina Storni per caso, un locale, una sera, le sue poesie. Poi la sua storia, grande poetessa argentina dei primi anni del Novecento. Il 26 Ottobre 1938, il quotidiano La Naciòn di Buenos Aires, pubblica la poesia “Voy a dormir”: Alfonsina, 46 anni, ha mandato il suo addio poetico e si è lasciata andare nel Mar del Plata.

Così raccontano o cantano alcuni, coprendo con mano pietosa la morte meno soave scelta da Alfonsina: giù dallo scoglio del Club argentino delle donne, durante la notte, dopo una crisi di dolore senza tregua della sua malattia, cancro al seno. Nata nella Svizzera italiana nel 1892, parlando della sua nascita aveva scritto: mi hanno chiamata Alfonsina, nome arabo che vuol dire «disposta a tutto». Emigrata dalla Svizzera a 4 anni, fa l’operaia, la lavapiatti, l’attrice, la maestra, la giornalista; ragazza madre a 19 anni non rivelerà mai il nome del padre di suo figlio. Ribelle e tenera, sfida le convenzioni, lotta per la parità sessuale, unica donna ammessa a grandi circoli intellettuali maschili.

Lo spettacolo è un omaggio alla sua figura, nell’aspetto poetico, umano e di vicende vissute.

Teatro poesia musica danza pittura per celebrarla.

La diafana struttura di una sedia a sdraio in scena è l’appoggio che non c’è per Alfonsina, il mare è dappertutto, muove l’anima e copre il corpo. Chi dipinge è l’altra lei, chi danza è sempre lei. Gli uomini musicano ma non amano. Un’altra grande artista scelta e negletta dal destino.

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