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GIULIO

Anonima Teatri

Genere Prosa Danza Teatro-danza
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Regia: Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo

Drammaturgia: drammaturgia di Aleksandros Memetaj - coreografia di Yoris Petrillo

Attori: con Beatrice Fedi, Caroline Loiseau, Fabio Pagano, Guido Targetti, Valerio Riondino e Umberto Gesi

Altri crediti: liberamente ispirato al Giulio Cesare di W. Shakespeare di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo con Beatrice Fedi, Caroline Loiseau, Fabio Pagano, Guido Targetti, Valerio Riondino e Umberto Gesi scene Federico Biancalani realizzate da Marco Uliveri e Vittorio Cavallini costumi Elena Ciciani luci Piermarco Lunghi produzione Anonima Teatri con il sostegno di Twain Centro di Produzione Danza, Dance Project Festival con il contributo di Regione Lazio Spettacolo dal Vivo

Parolechiave:

Produzione: Anonima Teatri

Anno di produzione: 2022

Genere: Prosa Danza Teatro-danza

Tre giorni alle Idi di marzo. Mentre Bruto e Cassio tessono le redini della congiura ai danni di Cesare, Giulio, un giovane ciabattino al servizio di Bruto, si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il ciabattino ha la possibilità di salvare la vita di Cesare, ma questo significa rischiare la propria. Potrebbe fuggire ma non lo fa. Messo alle strette da Bruto e Cassio, tradito da Porzia, affronta il suo destino, che ormai è pericolosamente legato a quello di Cesare. Giulio porta con sé una domanda fondamentale: e se tutto fosse semplice? Se l’unica regola da seguire in una società democratica fosse composta solo da tre parole: fare i bravi?

Note di regia
“GIULIO”, liberamente ispirato al Giulio Cesare di W. Shakespeare, ripercorre gli ultimi tre giorni di vita di Caio Giulio Cesare, visto dalla prospettiva di Giulio, servo di Marco Giunio Bruto, giovane ciabattino che sogna di diventare un uomo libero e che per questo suo sogno diviene uno strumento dimenticato di una storia già scritta. Uno spettacolo per 6 performers su un linguaggio che spazia dal teatro fisico, alla danza contemporanea, al teatro civile, con un lavoro congiunto tra corpo, voce, testo, movimento e ritmica.

Tutti i personaggi che ruotano attorno a Giulio (Bruto, Cassio, Porzia, Caio Giulio Cesare, Antonio) sono bloccati da forme diverse di schiavitù. Agiscono per invidia, insicurezza, gelosia, brama di potere, sfiducia nel prossimo ed avarizia. Sono le dinamiche personali, individuali, sono i desideri più profondi dell’animo umano a spingere in avanti la tragedia e a definire le azioni politiche di ieri e di oggi. In questa giostra infernale si muove Giulio, un personaggio storicamente mai esistito, un ragazzino, un servo, l’unico personaggio libero presente nella storia. L’opera si può intendere come un trionfo della libertà, una vittoria del bene sul male. La fine tragica del ragazzo diventa infatti il motore che veicola il messaggio di Giulio fino alle orecchie e allo stomaco del pubblico: “Fare i bravi”, agire per il bene del prossimo e non contro di esso.

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