Regia: Ivano Picciallo
Drammaturgia: Scrittura scenica di compagnia
Attori: Adelaide Di Bitonto, Giuseppe Innocente, Ivano Picciallo, Francesco Zaccaro
Altri crediti: disegno luci Camilla Piccioni costumi Lorena Curti movimenti scenici e aiuto regia Marta Franceschelli maschere Officine Zorba foto e grafica Manuela Giusto
Parolechiave: Sammarzano, Caporalato, Pomodoro, Immigrato, Campagna
Produzione: Malmand Teatro - Teatro Kismet/Teatri di Bari
Anno di produzione: 2020
Genere: Prosa
BREVE SINOSSI
Un paese del sud Italia. Il sole cocente d’agosto, il lamento di un gruppo di vecchi in piazza, l’eco del megafono del fruttivendolo. Immense campagne all’orizzonte coltivate a pomodori dove uomini lavorano a capo chino, senza sosta. “Sammarzano” è il viaggio di Dino che, attraverso il suo sguardo, deforma i personaggi grotteschi che lo accompagnano nella storia, portando allo scoperto, le contraddizioni e la tragicità di una realtà invisibile mettendo una lente sulla più grande baraccopoli d’Italia. Nella sua cruda semplicità Dino, diventa filtro tra realtà e immaginario, vetro frapposto tra pubblico e attori in scena attraverso il quale è possibile assistere alla sua vita, al suo quotidiano, alle sue speranze, ai suoi sogni.
NOTE DI REGIA
La scelta di raccontare questa realtà nasce da un'urgenza sociale e culturale, una riflessione circa il mondo che si mu ove intorno a quella che è una vera e propria città invisibile. Per noi è importante portare al la ribalta questa verità e offrire al pubblico un punto di vista per leggere il fenomeno delle migrazioni e dell'accoglienza attraverso un'altra lente. Nello spazio scenico, una sequenza di quadri riflettono una realtà di paese e tentano di ricrearla. Un dinamismo perpetuo di immagini che si rincorrono e si susseguono prepara il terreno dove Dino potrà vagare liberamente cambiando e deformando i personaggi attraverso il suo sguardo. Diventare immigrato è il sogno di Dino. Da qui nasce il tentativo di cercare una forma di linguaggio possibile in cui l'attore dichiaratamente gioca a interpretare un personaggio mascherandosi. Con un particolare lavoro sulle fisicità dei personaggi e sull'uso delle maschere di commedia dell'arte scardiniamo il codice tradizionale creando un cortocircuito mirato a decontestualizzare la maschera di commedia dalla commedia stessa. Potremmo infatti definire Dino un Arlecchino nuovo, contemporaneo. Chi ha la maschera è un immigrato, un diverso, e Dino è un diverso tra i diversi.
Informazione riservata agli Organizzatori
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