Regia: Sofia Russotto
Drammaturgia: Sofia Russotto
Attori: Michele Eburnea, Filippo Marone, Gaja Masciale
Altri crediti: Assistente alla regia Riccardo Longo, consulente drammaturgia Giacomo de Cataldo, Scene e costumi Lorenzo Tricase
Parolechiave: Disagi giovanili, futuro, tossicità, maternità, suicidio
Produzione: Lo spettacolo debutta il 1/08/2023 al Festival Spaccature a Civita di Bagnoreggio poi approda a Palmi, Roma (Fringe Festival, rassegna BeiRicordi e Teatro Biblioteca Quarticciolo), Bitonto, Noto.
Anno di produzione: 2023
Genere: Prosa
Lo spettacolo si fonda sulla drammaturgia inedita “Gente Spaesata”, ispirata all’omonima poesia di Cesare Pavese, e indaga le storture e le ferite della nostra generazione, che vive come direbbe Umberto Galimberti “Un eterno presente circondato da detriti”.
Due giovani ragazzi rifuggono i disagi del mondo moderno, rintanandosi in casa e districandosi tra alcool e sostanze stupefacenti. La solitudine della loro casa-prigione viene sconvolta dall’ingresso di una giovane donna, che come un meteorite, distrugge la precarietà di un ordine domestico che non è mai esistito. La ragazza porterà con sé, insieme alla sua storia tormentata, nuove e cruciali questioni su cui interrogarsi.
L’incapacità di proiettarsi in un futuro, di vedere i propri progetti come qualcosa di connesso a un desiderio profondo. Quell’assistere allo scorrere della vita in terza persona senza esserne granché coinvolti. Ritmi sempre più estremi ed estranei. Niente che faccia preferire la vita al suo nulla. Questa è l’atmosfera in cui sono immersi i tre protagonisti. Giovani che non riescono a percepire l’integrazione sociale, che non hanno risorse per orientare la propria energia. Quell’energia giovanile che le nostre società efficienti e avanzate non sanno come utilizzare. Vivono di notte i nostri giovani, perché di giorno nessuno li riconosce, nessuno ha bisogno di loro. Questo lo sanno, e non vogliono sbattere ogni giorno la faccia contro il misconoscimento della propria esistenza. La droga permette loro di ricreare un mondo dove si sentano fautori del proprio destino. La mancanza di connessione con la realtà li avvicina vorticosamente al desiderio di morte, prospettiva più seducente del costruirsi un futuro incerto in un mondo che non li comprende e che loro non comprendono.
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