Regia: Marianna Esposito
Drammaturgia: Marianna Esposito
Attori: Francesca Ricci
Other credits: Assistenza alla regia Leonardo Tacconella
Key words: monologo, sindrome dell'impostore, felicità, autosabotaggio
Production: Compagnia TeatRing
Year of production: 2022
Theatrical genre: Prose Other
ImpostorA è una «drammedia», una commedia e dramma insieme, uno stream of consciousness messo in teatro poetico, dove le immagini e il teatro fisico si sposano con la parola.
ImpostorA ci parla della paura di vincere. Il crampo del corridore. La febbre prima di un esame importante. I sabotaggi piccoli e grandi e di tutte quelle volte in cui, davanti ai successi, abbiamo pensato che ci fosse uno sbaglio, che non toccasse davvero a noi.
ImpostorA si chiede perché abbiamo tanta paura di essere felici.
Tutto è partito dalla suggestione relativa alla "Sindrome dell'Impostore", vale a dire quella attitudine caratteriale a svalutarsi, a pensare di non meritare il successo, o l'amore degli altri. Impostore è chi ottiene risultati senza meritarli; mentre chi ha la sindrome dell'impostore ottiene risultati e, nonostante se li meriti, è convinto di non meritarli, di essere meno capace, meno competente, meno abile di tutti gli altri. Perciò vive nel terrore di essere "smascherato", ovvero che tutti si accorgono di ciò che lui ha sempre pensato: che non vale nulla.
"Per essere felici ci vuole coraggio", diceva Karen Blixen; e Rachele, la nostra ImpostorA, ci prova, con tutte le sue forze.
Il monologo vede una Rachele in un momento di rottura, un "trigger", un accadimento che la costringe a domandarsi perché non riesce a perseguire la felicità, e così intraprende un viaggio nella propria vita, e attraverso questo flusso di coscienza, forse, trova una via di uscita.
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