Regia: Thomas Valerio
Drammaturgia:
Attori: di e con Thomas Valerio
Altri crediti: Sguardo esterno Elena Bastogi grazie a carrozzerie n.o.t e Paloma Pertot
Parolechiave: performance, suono, ripetizione, memoria, video
Produzione: con il supporto di Live Arts Cultures (Venezia)
Anno di produzione: 2023
Genere: Performance
'not the same, but again' è un lavoro sulla ripetizione, il linguaggio e il tempo perduto. Si sviluppa come una performance intermediale, lavorando su partiture, improvvisazioni musicali e poetiche, manipolazioni audio e video. È un progetto sull’assenza, sul ricordo e sulla costante ripetizione di ciò che ci manca. Indaga la differenza nella ripetizione, la citazione dissimile, il passato che ritorna vuoto.
La performance si dispiega con una serie di loop audio che, ripetendosi e stratificandosi per tutta la durata del lavoro, creano un tappeto sonoro in continua evoluzione. Suonando al pianoforte, leggendo frammenti poetici e cantando in un microfono, ogni suono viene registrato in diretta e riprodotto in loop, e le registrazioni si stratificano le une sulle altre.
Alle mie spalle viene proiettata in differita la registrazione video di una telecamera operata in scena; mostra, quindi, l’azione da un punto di vista diverso a quello del pubblico circa due minuti di ritardo rispetto all’azione stessa.
Il progetto non ha una struttura rigida. Ciò che andrò a suonare o a leggere non è deciso in precedenza: la partitura musicale è quasi completamente improvvisata e sfogliando il mio quaderno scelgo sul momento che versi leggere e ripetere. I loop sonori e il video si inseriscono in una ricerca artistica più ampia sulla ripetizione come statuto ontologico della performance, volta ad attraversarla, scardinarla e poi superarla. I loop si ripetono identici ma si incastrano e stratificano sempre diversamente; il video riflette l’azione sul palco da una prospettiva diversa dal pubblico ed in differita: quel che si vede è la memoria di ciò che è già finito, il passato che ritorna morto. Il tema chiave è la differenza nella ripetizione, la citazione dissimile, quello che abbiamo perso e quel che ci manca. Il lavoro rielabora quelle cose assenti che costantemente ci troviamo a riaffrontare, le cose che tornano anche se non ci sono più.
L’utilizzo dei dispositivi tecnologici rientra in un ragionamento sulla agency della performance. Da un punto di vista postumano e femminista, la tecnologia in scena è un agente e non mero oggetto controllato dal performer. La co-autorialità tra performer e tecnologia apre alla possibilità di glitch, errori e abbraccia la possibilità del fallimento.
Informazione riservata agli Organizzatori
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