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Born Ghost

Coppelia Theatre

Play in the repertoire

Theatrical genre
Figure
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Regia: Jlenia Biffi; Mariasole Brusa

Drammaturgia: Mariasole Brusa

Attori: Mariasole Brusa

Other credits: DRAMMATURGIA, PERFORMER

Mariasole Brusa

PUPPETS, SCENE

Jlenia Biffi

VIDEO ARTIST

Cosimo Miorelli

MUSICHE ORIGINALI, PIANOFORTE

Stefano Bechini

SEGA MUSICALE

Natalia Paruz

VIOLONCELLO

Marco Algenti

CONSULENZA ALLA REGIA

Andrea Macaluso

CONSULENZA TECNICHE VOCALI

Francesca della Monica

CO-PRODUZIONE

ERT | Emilia Romagna Teatro
musiche originali, pianoforte: Stefano Bechini
sega musicale: Natalia Paruz
violoncello: Marco Algenti
light designer: Gianni Staropoli
poesie: Alejandra Pizarnik
tecnico luci: Bogdan Tudose
foto di scena: Mauro Sini
consulenza alla regia: Andrea Macaluso
consulenza tecniche vocali: Francesca della Monica
consulenza coreografica: Alberto Canestro

con il supporto di: La Corte Ospitale, Teatro Testori di Forlì, Teatro del Drago, Teatro Povero di Monticchiello, Nuova Accademia degli Arrischianti, Teatro Comunale di Sarteano, Teatro Comunale di Russi, Compagnia Iris.

Key words: FIGURA, DONNE, DISCRIMINAZIONE, PAURA, DIVERSO

Production: Coppelia Theatre; ERT | Emilia Romagna Teatro

Year of production: 2022

Theatrical genre: Figure

Immagini rarefatte tra sogno, incubo e una realtà che si perde nel tempo, che si sfibra e sfilaccia nella leggenda. Una riflessione poetica sulla diversità e sull’isolamento che, attraverso il teatro di figura e la video arte, mette in scena la Leggenda del fantasma di Azzurrina, la figlia di Costanza Malatesta e del feudatario Uguccione, scomparsa, nel 1375, in circostanze misteriose a Montebello, in provincia di Rimini. Fantasma la bambina lo era, in ogni caso, già in vita: discriminata in quanto albina e rinchiusa a chiave nel castello dalla sua stessa famiglia. Una storia tragica ed onirica sull’alterità che allora come oggi fa sempre paura, ma anche un inno alla libertà che è in sé lotta contro l’ignoranza e il pregiudizio.

Marionette corporali e video arte si incontrano per dare vita a un’opera a confine tra teatro e cinema d’animazione. Il fascino della produzione artigianale si unisce alla potenza visuale delle tecnologie digitali, creando sul palco una “quinta dimensione” in cui i pupazzi manipolati sulla scena coesistono con le figure animate. Tutti i puppets, realizzati con la tecnica della stampa 3D, prendono vita da la dimensione della memoria, da un passato che si fa incubo e si incarnisce in leggenda. Ed è proprio per questo che tutti i personaggi non sono che spettri: nella morte tutti coloro che, in vita, avevano considerato Azzurra diversa a causa del suo albinismo, sono diventati esattamente come lei, completamente bianchi, come ricordi sbiaditi. Emerge la ricerca di un’essenzialità formale che, richiamando gli stilemi del teatro giapponese, crea il perfetto contrappunto all’esplosione cromatica e al plurimorfismo barocco degli habitat digitali.

l video artista Cosimo Miorelli ha creato animazioni di enorme impatto visivo, rappresentando la vita e la morte della bambina in chiave onirica e metafisica. Le scene emergono dal buio come reminiscenze di una vita lontana. I colori divampano all’improvviso con la forza di pensieri dolorosi e le immagini si tramutano l’una nell’altra come plasmate da una stessa materia, da una stessa memoria. Paesaggi sonori di rara raffinatezza sono stati realizzati dal compositore e musicista Stefano Bechini che ha lavorato sul rapporto dell’uomo con la solitudine e la diversità; dando vita ad

un concerto di elettro acustica per pianoforte, sega musicale e violoncello. Parte delle registrazioni sono state eseguite a New York in collaborazione con la suonatrice di sega musicale di fama internazionale Natalia Paruz.

La leggenda di Azzurrina non è solo una storia fantasmi, ma racchiude in sé anche una profonda riflessione sulla paura del diverso e sulla lotta che, in ogni epoca, individui di qualsiasi sesso ed età hanno dovuto affrontare per poter affermare la propria indipendenza, la propria personalità, la propria unicità. Born Ghost vuole essere un atto di denuncia contro l’intolleranza di oggi e di sempre. In Africa vengono ancora mutilati e uccisi, ogni anno, centinaia di albini.



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