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Cuoredebole

Enoch Marrella

Genere Teatroragazzi (14-18) Prosa
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Regia: Enoch Marrella

Drammaturgia: Enoch Marrella

Attori: Enoch Marrella Edoardo Ripani

Altri crediti: SCENA | Selena Garau MUSICA | Angela Bruni LUCI | Astrid Jatosti COSTUMI | Stefania Ponselè RIPRESE VIDEO | Francesco Masi ILLUSTRAZIONI | Riccardo Amabili FOTO DI SCENA | Nina Tyler Z TRADUZIONE FRANCESE | Angelo Pavia

Parolechiave: Dostoevskij, Cuore, Mente, Amicizia

Produzione: Enoch Marrella

Anno di produzione: 2011

Genere: Teatroragazzi (14-18) Prosa

CUOREDEBOLE viene coprodotto dal Teatro Vittoria di Roma e debutta nel 2012 all’interno della rassegna Salviamo i Talenti. Nel 2013 lo spettacolo è vincitore premio Teatro Made in Marche e viene distribuito all’interno circuito teatrale AMAT
MARCHE. Nel 2015 viene presentato con sottotitoli in francese all’IIC di Bruxelles nella traduzione di Angelo Pavia. Nel 2018 torna in scena al Teatro Cometa Off di Roma in collaborazione con SOCIETÀ PER ATTORI di Franco Clavari.

Tratto dal racconto giovanile di Dostoevskij Un cuore debole, è la storia di due amici e colleghi che vivono sotto lo stesso tetto: Vassja e Arkadi. La vigilia di capodanno Vassja annuncia all'amico: “Io prendo moglie”, ma una trama di ostacoli più mentali che reali si frappone fra Vassja e la sua stessa felicità. L’annuncio rompe un delicato equilibrio. Vassja sta per sposarsi ma improvvisamente non riesce più a sentirsene degno: “com’è possibile che io non abbia mai fatto del bene a nessuno, perché non lo potevo fare, e persino d’aspetto sono sgradevole, e tutti quanti invece m’abbiano voluto bene?”. Così si rivolge all’amico Arkadi nel pieno di uno schiarimento che prelude al delirio. I due amici fraterni non si capiscono più. Quale chimerica infelicità strappa le lacrime dai loro occhi? Di che cosa si disperano? Qual è la loro sciagura? Assistiamo ad una rapida discesa verso la follia, un’insensata fuga dalla felicità: felicità che illumina d’improvviso l’esistenza umana e al tempo stesso la folgora fino a rivelarsi insopportabile a chi, come Vassja, per debolezza e sensibilità, si lascia divorare dalla sua potenza. L’autosvalutazione, tema carissimo alla psicologia, si scatena in tutta la sua portata tragicomica nel momento in cui si traduce in azione drammatica dando vita a una storia più divertente che seria, più commuovente che triste.

La scenografia quindi altro non è che l’espressione del loro quadrato mentale, una vera e propria prigione senza vie di fuga nella quale nessun essere umano, tanto meno un ‘‘cuore debole’’, può resistere a lungo senza impazzire. I due amici ruzzolano, si cercano fisicamente con un’intimità assieme fraterna e quasi matrimoniale. La tenerezza stride col senso di oppressione mentre si inseguono vorticosamente in uno spazio claustrofobico e severo, forzandolo e corrompendolo con le loro pulsioni sentimentali fino a rompere le linee rette della razionalità in cui sono inseriti. È forse la più classica fra tutte le contrapposizioni quella tra il cuore e la mente, ma chi di noi oggi non sospetta di essere rinchiuso nel proprio quadrato mentale?

Informazione riservata agli Organizzatori

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