Regia: Aurelio Di Virgilio
Drammaturgia:
Attori: Aurelio Di Virgilio
Altri crediti: CONCEPT E PERFORMANCE: Aurelio Di Virgilio CONSULENZA ARTISTICA: Marta Federici, Paola Granato, Ilaria Mancia MUSICA: Ivano Pecorini CON IL SUPPORTO DI: Azienda Speciale Palaexpo - Mattatoio | Progetto “Prendersi Cura” a cura di Ilaria Mancia CON IL SOSTEGNO DI: Company blu, Atelier delle Arti - Livorno
Parolechiave: Paesaggio, legame, sguardo
Produzione:
Anno di produzione: 2021
Genere: Danza Performance
LAND ci parla del paesaggio come di un territorio instabile e cangiante, nel quale siamo completamente immersi. Non più qualcosa di esterno a noi, ma qualcosa che si genera e si rigenera costantemente attraverso di noi: un luogo che si articola su una rete di legàmi, visibili e invisibili, che ci connettono al fuori e alle altre persone.
Il focus della ricerca è sulla modalità in cui le informazioni esterne vengono rilevate e inserite all’interno del proprio paesaggio interiore. In questa dimensione solitaria, il performer è chiamato a costruire un codice di gesti e sguardi in grado di definire un’articolata rete di relazioni reali o immaginarie. La performance usa una moquette per definire il luogo e il limite dell’azione: in questo modo si vuole orientare la fruizione verso una dimensione precisa e netta, che nel tempo può aprirsi all’ambiente circostante e favorire la formazione di un territorio orizzontale quindi condivisibile e non più solitario.
Marta Federici, in Sette note su Land scrive: “Durante lo svolgimento di LAND tutto si trasforma: la postura di Aurelio; la mia postura; la percezione che ho dello spazio che mi circonda; la relazione che intercorre tra me e Aurelio, tra me e le altre persone che attraversano lo spazio; la consapevolezza di me stessa e del mio corpo; la percezione che ho del corpo di Aurelio; e così via.”
Informazione riservata agli Organizzatori
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