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Error Materia

Coop. La Fabbrica dell'Attore (ONLUS)
Regia: Gruppo UROR
Drammaturgia: Gruppo UROR
Attori: Gruppo UROR: Evelina Rosselli, Caterina Rossi, Michele Eburnea, Diego Parlanti
Trailer: Link
Anno: 2021
Adatto a: per tutti


Generi: Prosa, Figura

Tags: Favola, Nera, Inganno, Macchina, Libertà

Error Materia: dal latino “guasto nella materia", è una riscrittura della favola di Pinocchio, presa come pretesto per affrontare la questione del confronto generazionale, focalizzandosi sul momento critico di ingresso dell'adolescente nel mondo della vita, del lavoro, del sistema precostituito. La drammaturgia è inedita e riformula l’opera a partire dalla nascita del burattino fino al momento della sua morte, dove terminava la prima stesura per volontà di Collodi.
Abbiamo scelto di rispettare questa volontà, ritenendo necessario riproporre la cruda violenza con cui il burattino viene maltrattato, derubato e infine ucciso.
LINGUAGGIO E CODICE
La messinscena si articola secondo un codice multidisciplinare e si fa espressione di linguaggi diversi che confluiscono l’uno nell’altro, da quello verbale a quello fisico, da quello sonoro a quello del teatro di figura.
Rispetto al rapporto con il sonoro, lo spettacolo si e’ spinto più in profondità: due microfoni ad asta e quattro microfoni ad archetto sostengono l’elaborazione live dell’ambiente sonoro, che incornicia l’intero arco della vicenda.
Il sound designer si interfaccia live con i suoni emessi dagli attori e li rielabora restituendone distorsioni, accenti, dilatazioni.
Oltre al lavoro di rielaborazione della voce, vengono rielaborati anche suoni generati da strumenti musicali e da oggetti percossi, che diventano a tutti gli effetti dei generatori di senso.
LA DICHIARAZIONE DELL'INGANNO
La narrazione procede per un’alternanza di quadri, ognuno dei quali sviluppa un tema, sviscerato e riorganizzato in una nuova drammaturgia, che contrappone Pinocchio alle funzioni che azionano la macchina delle sue avventure: gli Altri.
Così come nella favola il burattinaio Collodi muove la sua creatura gestendola a proprio piacimento, così la narrazione si serve dello spazio teatrale come una nuova “scatola magica”, capace di confondere, ingannare e sottomettere chi la visita.
Il sistema è tuttavia ribaltato, per cui l’illusione è ampiamente dichiarata, come scelta stilistica. Tutto avviene a vista.

IL PROGRESSIVO DISFACIMENTO DEL LINGUAGGIO
Alla logica della "macchina sociale", che impiega sempre nuove strategie e nega ogni possibilità di autoaffermazione, il burattino resiste e si ribella in modo forsennato.
Pinocchio deve, appena nato, trovare un lavoro o affrontare un percorso di formazione scolastica. Non si presentano alternative agli occhi del neonato di legno, il quale per sua natura rigetta la forma classica del sistema precostituito. La scelta di seguire l'impeto della propria natura lo porterà verso la rovina e verso la metamorfosi in asino, in bestia, e a compiere infine la scelta fatale: quella di diventare un bambino vero, rinunciando per sempre alla sua natura vegetale. Scenicamente questo principio si concretizza in un lento e progressivo abbandono del linguaggio verbale, in un primo momento centrale e presente, sempre più corrotto, disfatto e sostituito dalla presenza del suono.

Altri crediti: Progetto luci: Camilla Piccioni
Progetto sonoro: Filippo Lilli
Realizzazione scene: Danilo Rosati

Produzione: Teatro Vascello/ La fabbrica dell'attore e Accademia Nazionale d'arte Drammatica "Silvio d'Amico"

File scaricabili:
Error.Materia_dossier.3.pdf
Error.Materia_portfolio..pdf

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Il gruppo UROR nasce nel 2019 dall'incontro fra quattro studenti dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica SIlvio D'Amico. Il loro primo lavoro è una riscrittura dove regia e drammaturgia sono condivise, della fiaba di Pinocchio di Carlo Collodi. Una versione ridotta del loro primo studio ha debuttato nel luglio 2019 in occasione di “ European Young Theatre Group Competition” presso il 62° Festival dei Due Mondi di Spoleto, vincendo il premio SIAE alla miglior drammaturgia.
Ancora nel settembre 2019 , in occasione del Festival Virginia Reiter, presso il Teatro Storchi di Modena e nel novembre dello stesso anno in occasione dello UAT Studio Festival di Targu Mures ( Romania ). Nel 2021 si è avviato il progetto di cooproduzione da parte de La Fabbrica dell’Attore/Teatro Vascello di Roma e Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove lo spettacolo ha debuttato nell'aprile 2021. Il Gruppo Uror è un un gruppo di lavoro estensibile di volta in volta, a seconda del percorso performativo del progetto intrapreso, si contamina con personalità artistiche differenti che portano prospettive di visione diverse.
La ricerca si orienta verso ciò che della realtà ci sbigottisce e lascia sgomenti: gli archetipi emotivi
umani, gli arcani racchiusi nelle favole, che conservano un legame fortissimo con le strutture della violenza nella contemporaneità, le forma delle strutture oniriche inconsce e i linguaggi nascosti dell’anima. Tutto questo si traduce nel lavoro sul corpo, sulla maschera, sulla luce, sulla figura, sul suono e sulla materia.